Una raccolta in crescita ma non ancora soddisfacente. La differenziata della frazione organica a Genova stenta a decollare, tanto che, prima di pensare a come organizzare meglio la raccolta stradale per le utenze private (basta dare un’occhiata a cosa finisce nell’indifferenziato, ma anche nel bidone marrone, per capire che non ci siamo ancora).

«Sull’umido stiamo andando avanti, lavorando sui grandi produttori – conferma Tiziana Merlino, direttore generale di Amiu Genova – vogliamo passare dai 2 mila bidoncini “dedicati” a più di 4 mila. Ogni attività dovrà avere il proprio. Partiremo con la prossima azione sul centro storico, dove ci sono molte attività ancora prive del proprio cassonetto».

I rifiuti organici sono scarti alimentari e avanzi di cibo sia crudi che cotti, frutta, verdura, fogliame, piante recise, erbacce.

Graficamente ecco com’è suddivisa la differenziata a Genova:

Molte persone non sanno ancora cosa va nel cassonetto:

  • Avanzi di cibo (sia crudi sia cotti), bucce, semi, torsoli e noccioli di frutta, verdura,
    carne, pesce, formaggi, pane, pasta, uova, fondi di caffè e bustine di the
  • Gusci di frutta secca, gusci d’uovo, lische di pesce, peli e piume, conchiglie di molluschi
  • Carta da cucina, tovaglioli e fazzoletti di carta, fiammiferi di legno, tappi in sughero, segatura
  • Erba, fogliame, piccole piante e fiori recisi

Bisogna fare attenzione a non inserire borse e sacchetti di plastica, ma usare solo sacchetti biodegradabili o di carta.

Trattandosi di una frazione particolarmente importante (si calcola che circa il 30% dei rifiuti delle famiglie sia composto da rifiuti organici), basterebbe un corretto conferimento per far aumentare sensibilmente la raccolta differenziata a Genova, che nel 2018 ha subito uno stop (anche a causa dei problemi legati al crollo del ponte Morandi).

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