Prova di alleanza, ieri sera nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi a Genova dove Pd, Leu e M5S, dopo mesi di lavoro dei rispettivi pontieri, hanno partecipato al primo incontro pubblico ispirato dall’alleanza di governo.

Il tema era “Quali priorità per il nuovo governo?”, e i cittadini erano invitati a formulare domande o indicazioni ai tre relatori, Mattia Crucioli, senatore di M5S, Luca Pastorino, deputato di Leu, e Alessandro Terrile, consigliere comunale del Pd. Domande e soprattutto indicazioni, prese di posizione e consigli, anche dettagliati e prolissi, da parte del pubblico che ha riempito il salone non sono mancati ma non erano  pensati governo. Il senso della riunione era chiaro a tutti: i due partiti della sinistra e M5S stavano provando a confrontarsi in pubblico per arrivare a un’alleanza anche in Liguria. Le regionali ormai sono vicine e la Liguria appare contendibile: Toti è forte ma Forza Italia è un colabrodo e non è detto che la lista Cambiamo! del governatore riesca intercettare i voti in uscita dal partito di Berlusconi. D’altra parte Pd e M5S da soli non avrebbero molte chance.

Lo scenario è chiaro e Pd, Leu e M5S si sono messi d’impegno per trovare una piattaforma comune. Il Pd era largamente rappresentato: al tavolo dei relatori sedeva Terrile, che con i grillini ha sempre avuto buoni rapporti ed è stato uno dei pontieri che hanno lavorato a questo incontro, ed è ex segretario provinciale del Pd. In sala erano presenti, tra gli altri, il suo successore, Alberto Pandolfo, Cristina Lodi, capogruppo in consiglio comunale, Mario Margini, figura storica del partito. E dai primi scambi di opinioni tra il pubblico e i relatori è emersa quella che potrebbe essere la fisionomia di una nuova sinistra nata dal Conti bis, una sinistra dove il partito ispirato dal comico genovese porta una carica utopistica ancora intensa e quello costruito con i resti del vecchio Pc , della sinistra Dc e di altri spezzoni della prima repubblica la propria esperienza amministrativa.

Funzionerà? I protagonisti dell’alleanza hanno tutto l’interesse a farla funzionare ma l’esito non dipende soltanto da loro: decisive saranno le prossime elezioni in Umbria: se risulteranno positive o non troppo penalizzanti per Pd e M5S si andrà avanti, in Liguria e poi in altre regioni, in caso contrario ognuno penserà per sé e tutto tornerà in discussione.

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