Come sta cambiando la scuola o come potrebbe cambiare, la corresponsabilità educativa dei genitori: sono questi i temi dell’incontro sul patto educativo organizzato  dal Forum ligure delle associazioni familiari e dall’Agenzia per la famiglia di Genova che si terrà domani, venerdì 25 ottobre, dalle 15 alle 18,30 a Palazzo Tursi.

L’obiettivo è quello di portare all’attenzione di insegnanti e genitori le caratteristiche di due strumenti, il patto di corresponsabilità educativa e il consenso informato, che troppo spesso sono vissuti solo come un aggravio burocratico, mentre nascono con l’intenzione di agevolare un dialogo tra scuola e famiglie.

Il programma dell’iniziativa prevede una tavola rotonda alla quale parteciperanno Alessandro Clavarino, dirigente dell’Ufficio scolastico per la Liguria, Maria Grazia Colombo, ex docente e vicepresidente nazionale del Forum delle associazioni familiari e Rossella Verri, presidente Uciim Genova e formatrice.

«Un approfondimento con esperti di grande competenza, che prosegue la riflessione sul tema dell’educazione posta al centro del dibattito pubblico anche grazie agli Stati Generali dell’Educazione – spiega Simonetta Saveri, responsabile dell’Agenzia per la famiglia del Comune di Genova – nella convinzione che sia una doverosa e fruttuosa tappa per un’alleanza educativa. In questo contesto è primario il ruolo della famiglia e il suo rapporto con la scuola».

«Il dialogo è sempre più necessario, in una società dove il problema educativo continua da troppo tempo a essere un’emergenza che si è ormai trasformata in normalità – commenta Cinzia Romitelli, presidente del Forum delle associazioni familiari di Genova – L’educazione è rivolta alle nuove generazioni, ma in realtà è un problema che prima di tutto riguarda il mondo degli adulti, sempre più in difficoltà nell’educare. Per superare questo stallo diventa fondamentale che i due principali ambiti educativi, scuola e famiglia, ricostituiscano un’alleanza, fondata sulla corresponsabilità educativa, abbandonando atteggiamenti di diffidenza e contrapposizione che certamente non aiutano a educare i nostri bambini e ragazzi».

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