Nel 2018 si contano 201 fallimenti in Liguria, di cui 123 a Genova. In Italia se ne sono registrati 10.508. I dati emergono dall’incontro di oggi, a Palazzo della Borsa, organizzato da Camera di Commercio e Ordine dei commercialisti di Genova.

Al centro del dibattito, il nuovo sistema di allerta che ruota intorno agli Ocri (Organismi di composizione delle crisi d’impresa). Un sistema, previsto dal nuovo codice della crisi d’impresa, che consente la diagnosi precoce del default, che può sfociare in una composizione assistita o comunque accorciare i tempi delle procedure: se i segnali di crisi fossero stati percepiti e affrontati per tempo, si calcola che si sarebbero potuti evitare tra il 20 e il 30% di quei fallimenti.

La legge affida proprio alle Camere di Commercio il compito di istituire, entro il 15 agosto dell’anno prossimo, gli Ocri. Ai commercialisti viene invece attribuito un ruolo importante nel tentativo di composizione delle crisi che i nuovi organismi sono chiamati a gestire.

«Le Camere di Commercio − commenta il presidente dell’ente camerale genovese Luigi Attanasio − scendono in campo accanto alle imprese in crisi per fornire loro, se possibile, gli strumenti per superarla, perché è interesse del pubblico garantire la continuità aziendale ed evitare ripercussioni negative per fornitori e lavoratori. L’obiettivo immediato è quello di dare alle imprese in difficoltà, e all’economia in generale, una seconda chance. Quello strategico è ridurre il numero eccessivo di fallimenti che purtroppo contraddistingue l’Italia in Europa».

Il nuovo codice manda in pensione il concetto stesso di “fallimento” e lo sostituisce con quello di “liquidazione giudiziale”, a sottolineare il fatto che si tratta di incidenti che possono accadere nella vita di un’impresa senza che questo comporti un giudizio negativo nei confronti dell’imprenditore.

«Per le Camere di Commercio − sottolinea il segretario generale della Camera di commercio di Genova, Maurizio Caviglia − si tratta di una sfida molto impegnativa: tramite i nuovi organismi vogliamo collaborare con associazioni di categoria e ordini professionali per educare le imprese a leggere tempestivamente i segnali di criticità, fornendo loro quegli strumenti che possano porre rimedio o prevenire situazioni che altrimenti potrebbero diventare irreparabili».

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