Cia Savona lancia un nuovo progetto che riunisce tutti i produttori e ristoratori dell’asparago violetto. L’obiettivo è creare e organizzare una filiera dell’omonimo prodotto.

Secondo i dati Infocamere-Movimprese al secondo trimestre del 2019, il territorio savonese conta 2.749 imprese agricole registrate di cui 2.735 attive. Nei tre mesi si registrano 21 iscrizioni e 43 chiusure.

L’asparago violetto è uno dei prodotti di eccellenza del territorio savonese. La sua raccolta inizia a marzo e arriva a fine giugno anche se in terreni riscaldati si può già raccogliere da dicembre ad aprile.

«L’asparago violetto rappresenta un patrimonio enorme per il nostro territorio, non solo da un punto di vista produttivo e di commercializzazione, ma anche sotto il profilo culinario e storico – sottolinea il presidente provinciale Cia Mirco Mastroianni – riuscire inoltre a unire i coltivatori e i ristoratori permetterà una valorizzazione e promozione più efficace».

Grazie alla collaborazione con l’ente di formazione Cipa.At, la confederazione savonese è pronta a presentare la nuova iniziativa per valorizzare, diffondere e rilanciare uno dei prodotti identitari del territorio ingauno.

Il progetto di filiera produttiva, che ha ottenuto un finanziamento dal Psr regionale, prevede un gruppo di cooperazione tra gli storici produttori del violetto e i ristoratori di qualità della riviera ligure. Si lavorerà sulla comunicazione delle caratteristiche del prodotto, sulla protezione territoriale dalla contraffazione, si eseguiranno analisi sul dna. Allo studio anche un comune packaging di riconoscimento.

Luca Lanzalaco, agrotecnico, agricoltore e produttore di asparago, già membro della giunta Cia, ha assunto il ruolo di coordinatore delle attività progettuali per realizzare la filiera.

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