La schiarita nelle trattative Usa-Cina, con il presidente americano Donald Trump che ha e ha parlato di «ottime cose» successe durante i negoziati, e la prospettiva di un accordo sulla Brexit all’ultimo minuto, dopo che fonti Ue hanno lasciato trapelare la voce che ci sono elementi per negoziare e arrivare a un risultato positivo, hanno spinto le Borse europee. Parigi segna +1,73%, Francoforte +2,86%, Londra +0,84%.

Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All Share a 24.111,50 punti (+1,82%) e Ftse Mib a 22.165,34 punti (+1,88%). Forte contrazione dello spread Btp/Bund, attestato su 137 punti base (variazione-4,97%, rendimento Btp 10 anni +0,93%, rendimento Bund 10 anni-0,44%) da 144 pb della chiusura precedente.

A Piazza Affari come negli altri listini hanno tirato la volata i titoli più legati al commercio internazionale, tecnologici e industriali. Sul Mib i maggiori rialzi sono di Stm (+7,11%), Cnh (+5,73%), Leonardo (+5,39%). Bene anche gli energetici, con Eni +1,13%, grazie al rialzo del greggio dopo le esplosioni su una petroliera iraniana nel Mar Rosso, forse colpita da due missili (+1,9% il Wti a novembre e +2,15% il Brent a dicembre a 60 dollari al barile).

Sul mercato valutario, l’euro resta sopra 1,1 dollari e vale 1,1048 dollari (1,1017 in avvio, come ieri), mentre contro yen vale a 119,961 (118,95 all’apertura e 118,83 ieri). Il dollaro/yen è a 108,565.

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