Il nuovo piano di esuberi di Bombardier a livello europeo preoccupa le segreterie savonesi di Fiom Fim Uilm, che ieri hanno inviato al ministero dello Sviluppo economico una formale richiesta di riconvocare con urgenza il tavolo di confronto sulla vertenza che riguarda lo stabilimento Bombardier Transportation di Vado Ligure.

Dopo la riunione del comitato europeo aziendale (Ewc) l’impatto, per l’Italia, è pari a 21 lavoratori, riferiscono i sindacati: si tratta del quarto piano di esuberi annunciato dal Gruppo negli ultimi anni durante i quali il sito di Vado Ligure ha perso circa 200 lavoratori.

“Dal momento che è stato proprio Bombardier ad annunciare che non sarebbe più stato nella condizione di mantenere il sito – si legge nella nota – richiediamo che venga definito senza ulteriori rinvii una nuova soluzione per il futuro dello stabilimento attraverso l’individuazione di un partner del settore ferroviario affidabile. Vogliamo conoscere insomma le linee guida del Piano Industriale per lo stabilimento di Vado”.

I carichi di lavoro legati alla produzione delle ultime locomotive DC3 stanno per terminare e, pertanto, a partire dal prossimo mese il numero delle ore potenzialmente lavorabili è tale da non garantire la piena occupazione.

«Ci uniamo all’appello dei sindacati – dice l’assessore allo Sviluppo economico Andrea Benveduti – che richiedono la riconvocazione di un tavolo di confronto sulla vertenza Bombardier. Il piano di esuberi a livello europeo, che coinvolge 21 lavoratori dello stabilimento di Vado Ligure, indebolisce la natura stessa del sito produttivo savonese, esponendolo ulteriormente al rischio chiusura».

Benveduti è consapevole che il percorso stabilito lo scorso giugno ha subito ritardi «che non possono essere giustificati dalla crisi di governo». Per ora il piano industriale è confermato solo a parole: «Prevede un accordo – dice Benveduti – con una realtà di primo piano del settore ferroviario per la gestione del reparto operations. Accordo che è quanto mai urgente raggiungere, vista l’imminente fase di scarico di lavoro che sta riguardando l’azienda. È necessario perciò capire le reali intenzioni della proprietà nell’interesse dei lavoratori e di un territorio, già sottoposto ad altre situazioni di crisi industriale. Nei prossimi giorni andremo a far visita allo stabilimento di Vado Ligure, per confrontarci da vicino con le criticità esposte dai lavoratori. Ci aspettiamo che il Gruppo tenga fede ai precedenti impegni, portando produzioni non solo legate al mercato italiano, ma anche ai mercati esteri».

 

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