Diverse raccolte chiuse, mentre le raccolte aperte si concentrano soprattutto a Genova. Pochi i contributi nelle province. Nonostante l’Art Bonus sia decollato soprattutto al Nord, come ha testimoniato ieri in un question time alla Camera il ministro per i Beni e le attività culturali Dario Franceschini, in Liguria dei 92 progetti illustrati nel sito, a fare il pieno sono soprattutto i teatri.

Cos’è l’Art Bonus

Consente un credito di imposta, pari al 65% dell’importo donato, a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano. Sono tre le tipologie di interventi che si possono sostenere: manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici (A); istituti e luoghi della cultura pubblici, fondazioni lirico sinfoniche, teatri di tradizione e altri enti dello spettacolo (B); realizzazione, restauro e potenziamento di strutture di enti e istituzioni pubbliche dello spettacolo (C).

A guidare la classifica la Fondazione Teatro Carlo Felice: 5,7 milioni le erogazioni ricevute per i progetti aperti su un costo complessivo di interventi di 5,5 milioni. Gli interventi con raccolta aperta riguardano le stagioni d’opera e balletto 2017, 2018 e 2019 e l’attività didattica per le scuole.

Più staccato il Teatro Nazionale di Genova, che ha ricevuto 606 mila euro su un costo complessivo di 2 milioni per il “sostegno all’attività istituzionale 2019”.

600 mila euro anche per Palazzo Ducale (il cui ultimo aggiornamento risale però al 2018) su un costo complessivo di 1,2 milioni per l’attività culturale del 2018.

Nessuna erogazione per Palazzo Reale, che ha stimato in 364 mila euro il costo complessivo degli interventi per l’acquisizione di beni culturali. Ha già speso invece i 200 mila euro della raccolta già chiusa per la mostra sul Maragliano.

È di proprietà del Comune di Genova il complesso di San Filippo Neri. In questo caso l’erogazione liberale servirà al restauro e risanamento conservativo della sacrestia. La raccolta è ancora aperta e dei 175 mila euro ricevuti, ne sono stati spesi poco più di 50 mila. L’intervento costa complessivamente 261 mila euro.

Per chi vorrebbe dare una mano a rendere più presentabile il cimitero di Staglieno, anche se non si può intervenire direttamente sulle sculture delle tombe perché private, c’è l’imbarazzo della scelta: si può contribuire alla manutenzione straordinaria della struttura in sé (costo totale 430 mila euro, ricevuti per ora 165 mila euro) o al restauro conservativo del porticato inferiore di Levante (costo totale 450 mila euro, ricevuti 130 mila). In questo caso le spese superano già quanto raccolto: 398 mila euro. Altri 80 mila euro sono stati donati per il restauro della Galleria Montino.

I donatori

Tra i mecenati che hanno deciso di rendere pubblica la loro donazione, ci sono anche aziende liguri o comunque collegate alla Liguria. Nel 2019 hanno donato più di 100 mila euro Banca Carige, Compagnia di Sanpaolo, Fondazione Compagnia di Sanpaolo, Intesa Sanpaolo, Erg, Iren, Iren Mercato, Ireti.

Nella categoria di donatori tra 10 mila a 100 mila euro compaiono Ansaldo Energia, Banca Passadore, Esaote, Fondazione Carispezia, Hitachi Rail Sts, Rina.

Fuori Genova cifre molto più contenute e pochi progetti ancora aperti: Palazzo Vinciguerra a Rocchetta di Vara, per il progetto “porte aperte”, ha ricevuto 53.700 euro sui 100 mila previsti.

Il progetto di valorizzazione della Biblioteca Firpo di Cogoleto ha raccolto 32 mila euro sui 104 mila previsti.

Il Museo delle marionette – collezione Cenderelli di Campomorone 21 mila sui 30 mila totali.

Ci sono anche 8.300 euro come sostegno generico all’associazione Gli Scarti della Spezia, che si occupa di produrre spettacoli teatrali e musicali, di formazione teatrale di giovani e fasce più deboli, di organizzazione di eventi e rassegne.

La Biblioteca comunale finalese a Palazzo Ricci di Finale Ligure, ha ricevuto 2.100 euro sui 19 mila per il Laboratorio Ricci – Sinergie per la memoria.

Stando a quanto pubblicato sul sito ufficiale dell’Art Bonus, nessuna erogazione per il Teatro dell’Opera Giocosa di Savona (ultimo aggiornamento a febbraio), per la stagione 2019. 50 mila euro il costo degli interventi.

«Vorrei che arrivasse in fretta il momento in cui una grande impresa italiana che non investe nel patrimonio culturale provi senso di colpa di non avere destinato una parte delle risorse dei propri utili alla tutela – ha detto Franceschini – investire in cultura deve diventare una parte insostituibile per la valutazione della responsabilità sociale d’impresa».

A livello nazionale l’Art Bonus ha raggiunto 400 milioni di euro di donazioni nell’arco di cinque anni. Dai dati presentati emerge che le donazioni si concentrano maggiormente nelle regioni del centro Nord, mentre la misura ancora fatica nel Mezzogiorno. A fronte dei 400 milioni di euro donati ci sono circa 13 mila i mecenati che in cinque anni hanno beneficiato oltre 1.700 realtà per un totale di oltre 3.300 interventi.

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