«Basta coi rimpalli di responsabilità: chiediamo il rispetto del piano industriale». Lo ha affermato il segretario generale della Fim, Marco Bentivogli, al termine dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico tra i ministri Stefano Patuanelli e Giuseppe Provenzano e i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm.

«Il piano di ArcelorMittal per Taranto – ha precisato Bentivogli – prevedeva per il 2019 la produzione di 6 milioni di tonnellate di acciaio ma la produzione effettiva dovrebbe attestarsi a fine anno attorno ai 4,4 milioni».

Quanto all’abrogazione dello scudo penale «abbiamo spiegato che il pasticcio combinato in Senato sul Salva Imprese è un ottimo alibi per far andar via l’azienda senza vincoli o per consolidare una produzione sui livelli attuali e dimezzare l’ occupazione. Appellarsi all’art.51 del codice penale abbiamo spiegato che dal 2012 (data sequestro) al 2015 (data di introduzione scudo penale) non ha impedito di indagare su figure come il commissario Ferrante fino a impiegati di settimo livello».

Su questo versante «il ministro Patuanelli ci ha rassicurato che il governo prenderà tutti i provvedimenti necessari a garantire la continuità produttiva».

Infine, «abbiamo chiesto di incontrare congiuntamente anche l’ad Morselli in modo da giocare a carte scoperte e verificare le reali intenzioni dell’ azienda. L’accordo del 6 settembre 2018 va rispettato da azienda e governo. Il punto fermo è l’accordo e il piano ambientale e ci mobiliteremo contro ogni deviazione da questo percorso».

Intervenuto anche Alessandro Vella, segretario generale Fim Cisl Liguria, che commenta: «Il governo si assuma le proprie responsabilità: deve garantire la continuità produttiva dell’azienda. Il rischio per tutta la filiera dell’acciaio è troppo alto e quindi anche per lo stabilimento di Genova. L’accordo del 6 settembre 2018 va rispettato da azienda e governo: bisogna partire da questo per riaprire una discussione seria e di prospettiva industriale che tuteli lavoro e ambiente, altrimenti il sindacato e i lavoratori sono pronti a mobilitarsi da subito, senza tentennamenti che in questo momento sono propri della parte politica».

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