Il gruppo Iren ha attivato 28 mila posti di lavoro in Italia nel periodo 2014-2018, è la 25esima azienda del comparto industriale italiano per ricavi nel 2018 (4 miliardi di euro), è il primo operatore nazionale nel teleriscaldamento e produce l’87% di energia elettrica da fonti rinnovabili o assimilate (media nazionale 35%). È quanto evidenzia lo studio di The European House-Ambrosetti sul ruolo di Iren come motore di innovazione e crescita sostenibile in Italia.

Ecco i dati essenziali dello studio:

· Iren è la 25esima azienda del comparto industriale italiano per ricavi nel 2018 (4 miliardi di euro nel 2018)

· Il contributo al pil nazionale da parte di Iren è pari a 2,5 miliardi di euro nel 2018

· Nel periodo 2014-2018:

o il titolo Iren in Borsa è cresciuto del 128%

o gli investimenti sono cresciuti del 71%

o gli occupati sono cresciuti del 56%

· il Gruppo ha attivato oltre 28 mila posti di lavoro in Italia, tra effetto diretto, indiretto e indotto.

· Rispetto alla media nazionale:

o nelle reti idriche gestite da Iren le perdite (34,8%) sono inferiori di 13 punti percentuali

o la percentuale di raccolta differenziata (64,3%) nei territori serviti è superiore del 9 punti percentuali

· Iren è il primo operatore nazionale nel teleriscaldamento e produce l’87% di energia elettrica da fonti rinnovabili o assimilate (media nazionale 35%)

· Iren ha emesso 3 Green Bond negli ultimi 3 anni, per un valore totale di 1,5 miliardi di euro

Renato Boero, Presidente Iren, ha dichiarato

«Nel 2018 – precisa Renato Boero, presidente del gruppo – Iren ha servito complessivamente 405 Comuni in 11 Regioni per un totale di 4.260.405 abitanti, oltre il 7% della popolazione italiana. Sono numeri che fotografano l’importanza a livello nazionale di un gruppo di rilevanza sistemica sotto il profilo dimensionale ed economico. Oggi Iren ha l’ambizione di essere un attore chiave a livello nazionale per abilitare lo sviluppo dei territori serviti aiutandoli ad affrontare le sfide di transizione energetica, di economia circolare e i nuovi scenari di innovazione nei servizi».

Secondo Massimiliano Bianco, ad di Iren, «la continua crescita registrata negli ultimi anni ha consentito a Iren di essere sempre più pronta a cogliere le sfide del settore per rispondere alle quali il gruppo prevede di investire 3,3 miliardi nei prossimi 5 anni, di cui la maggior parte in digitalizzazione e sostenibilità. Il futuro si giocherà sulla capacità di dare risposte alle nuove sfide delle città italiane come la competitività, la sicurezza, l’inquinamento, la mobilità, il consumo di risorse, l’inefficienza infrastrutturale e i servizi integrati. In questo scenario, Iren vuole giocare un ruolo da attore protagonista».

«Dal nostro osservatorio, come primo think tank privato e indipendente in Italia spiega Valerio De Molli – managing partner & ceo, The European House-Ambrosetti – abbiamo approfondito gli scenari di sviluppo sostenibile e della digi-circolarità nel settore delle multiutility, individuando 8 sfide per il futuro delle città. Iren, attraverso una traiettoria di crescita che l’ha portata a superare i 4 miliardi di euro di ricavi, contribuisce a rispondere concretamente a queste sfide, ponendosi come motore di innovazione e crescita sostenibile, grazie a una visione distintiva di economia circolare, all’uso della finanza d’impatto e all’innovazione nei prodotti e servizi per la Smart City del futuro».

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