Carige, Modiano: «Prima di Fitd-Ccb nessuna banca italiana interessata a Carige»

I commissari hanno ripercorso le trattative degli ultimi nove mesi, rispondendo ai timori degli azionisti riuniti in assemblea

Carige, Modiano: «Prima di Fitd-Ccb nessuna banca italiana interessata a Carige»

«Nessuna banca italiana aveva manifestato interesse per Carige prima del’intervento del Fitd e di Ccb e il valore della banca era stato ritenuto negativo da tutti coloro che hanno provato ad avviare una trattativa con i commissari»: lo ha ricordato Pietro Modiano, uno dei tre commissari di Carige, replicando in assemblea  agli interventi degli azionisti.

Circa i timori dei piccoli azionisti per un eventuale intento speculativo da parte di Ccb e del Fitd, Fabio Innocenzi ha chiarito che la garanzia vera è proprio nella natura dei soggetti: «il Fitd è un’associazione di banche e il Ccb un gruppo volto alla valorizzazione del territorio».

Nella sua replica Modiano ha ripercorso le vicende dei nove mesi di trattative, in cui i tre commissari hanno cercato interlocutori per arrivare al salvataggio della banca. «Dopo un’esplorazione completa, Blackrock ha condotto una negoziazione complicata ma il 7 maggio a New York si è riunito il suo comitato e l’operazione non è andata. Non ci sono charissimi i motivi ma riteniamo che oltre aritenere l’operazione di una difficoltà tecnica fortissima in Blackrock  non abbiano apprezzato la visibilità connessa all’operazione, non se la sono sentiti di finire sui giornali per il salavataggio di una banca».

Successivamente «si è fatto avanti il fondo Apollo ma la sua offerta non è stata ritenuta accettabile dal Fitd. Il Fondo ha riunito i suoi organi e ha deciso l’intervento di salvataggio. Si tratta di denaro messo dal fondo esplicitamente per evitare la perdita di 7-8 miliardi  almeno. A questo punto si è unita Cassa centrale banca, che ha apportato la componente industriale, e siamo a inizio luglio».

Raffaele Lener ha risposto ai soci che domandavano che fine avesse fatto il fiume di denaro immesso in Carige con gli aumenti di capitale. «Dal primo gennaio 2014 – ha precisato – il valore medio del sistema bancario italiano ha perso il 50% del suo valore. Quindi anche il valore di Carige è stato dimezzato. Per un altro 35-40% la pedita di valore è da ascrivere all’eccesso di crediti cattivi, che sono arrivati al 34%, il 20% in più rispetto alal media delle banche italiane. Esiste un residuo 5-10% di perdita di valore, che dipende da una moltitudine di altri fattori, tra cui  costi indotti aggiuntivi».

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