Carige, le prossime tappe del salvataggio

L'intero processo dovrebbe realizzarsi entro fine anno, al più tardi in gennaio

Carige, le prossime tappe del salvataggio

Autorizzazione della Bce all’aumento di capitale, effettuazione dell’aumento, convocazione dell’assemblea per il rinnovo del cda: sono le prossime tappe del salvataggio di Banca Carige dopo il via libera che i soci  hanno dato in assemblea venerdì scorso al piano proposto dai commissari.

Saranno gli stessi Modiano, Innocenzi e Lener a portare a termine l’operazione di aumento. È quasi scontato che i tre commissari, in scadenza il 30 settembre, ricevano dalla banca centrale un rinnovo dell’incarico.

Nei prossimi giorni il Fitd presenterà alla Bce il qualifying holding, cioè il procedimento per acquisire una partecipazione qualificata. Dopo l’approvazione dell’istanza del Fitd l’aumento di capitale potrà partire. L’intero processo dovrebbe realizzarsi entro fine anno, al più tardi in gennaio. L’assemblea per il rinnovo del cda, che secondo voci di ambiente finanziario sarà composto da 7 membri, con tutta probabilità sarà convocata per l’inizio del 2020.

Al termine dell’aumento l’azionariato sarà radicalmente diverso da quello dell’assemblea di venerdì scorso. Il Fondo interbancario, tra Fondo obbligatorio, che verserà 238,8 milioni, e Schema volontario, che convertirà in azioni le obbligazioni subordinate sottoscritte a novembre 2018 per 313,2 milioni – avrà in mano circa 552 milioni di capitale azionario. Cassa centrale banca verserà 63 milioni a fronte del 9,9% (e sottoscriverà 100 milioni di bond). Ha un diritto di opzione per comprare, entro fine 2021 e con uno sconto del 50% circa, le azioni del Fitd.

Cassa centrale banca

Cassa centrale banca, che ha sede a Trento, è la capogruppo di Cassa centrale banca Credito cooperativo italiano, nato l’1 gennaio 2019 in seguito alla riforma del credito cooperativo. Il gruppo riunisce 80 banche locali (banche di credito cooperativo – casse rurali e raiffeisenkassen). Si colloca tra i primi 10 gruppi bancari italiani per attivo (72 miliardi) e solidità patrimoniale (17.9% CET1 ratio). Conta oltre 1.500 sportelli dislocati sul territorio nazionale in 16 regioni e oltre 11.000 dipendenti.

E i vecchi azionisti? A loro è riservata la possibilità di partecipare all’aumento fino a un massimo di 85 milioni complessivi. Se i Malacalza, come appare probabile, non aderiranno all’aumento, registreranno una riduzione della loro quota dall’attuale 27,5% al 2%. Gli altri soci verrebbero diluiti in eguale misura. Il Fitd ha garantito l’acquisto dell’eventuale inoptato. Partecipando all’aumento di capitale e versando 23 milioni Malcalza Investimenti si ridurrebbe al 5,7%, mentre il resto del mercato scenderebbe al 16,4%, con il Fitd al 69,8 per cento. Oggi tutto il mercato, escluso Malacalza Investimenti, vale circa il 72,4% di Carige: senza adesione all’aumento, questa quota si attesterebbe al 6,4% e Il Fitd tra Fondo obbligatorio e Schema volontario si troverebbero in mano l’ 80,7% della banca. Quota su cui Ccb potrà esercitare il diritto di opzione, in tutto o in parte.

La storia di Cassa centrale banca

Se la banca trentina deciderà di non esercitarlo il Fitd si terrà la quota finché non troverà  altri acquirenti. Potrebbe accadere. L’operazione di risanamento della banca ligure avviata con successo dai tre commissari poggia su premesse solide ma l’aggregazione potrebbe anche non riuscire. Il modello del credito cooperativo della banca trentina, con l’importanza data a copartecipazione e mutualità, è in parte diverso da quello delineato nel piano industriale di Carige, che pure è una cassa di risparmio. In questo caso, però, la ricerca di altri partner non sarebbe affannosa come quella che ha impegnato i tre commissari dal novembre scorso a venerdì scorso. Ripulita dai crediti deteriorati, che saranno al 2,4% del totale crediti (nel 2016 erano il 34%), con un costo del lavoro ridotto (il personale arriverà a 3000 addetti dagli attuali 4.200), concentrata su due linee strategiche, famiglie e imprese e gestione del risparmio in una regione, la Liguria, al primo posto in Italia per risparmio pro capite e con un costo del lavoro ridotto (arriverà a 3000 addetti dagli attuali 4.200) Carige nel 2021 dovrebbe essere molto più appetibile di adesso.

 

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