Cresce a Genova la protesta contro la bocciatura del progetto di bretella autostradale genovese, la Gronda,  da parte del ministero delle Intrastrutture e dei Trasporti e appare sempre più probabile una manifestazione per affermare la necessità di realizzare l’opera.

Contro il documento del Mit, secondo Autostrade per l’Italia «caratterizzato da errori macroscopici, soluzioni tecniche irrealizzabili, valutazioni dei dati del tutto arbitrarie», protestano esponenti di diverse forze politiche e associazioni. Il governatore ligure Giovanni Toti ha scritto su Facebook: «Le infrastrutture sono indispensabili alla crescita del Paese! Siamo in ritardo e c’è ancora chi vuole bloccare tutto. La decrescita felice non esiste, esistono imprese, disoccupati e cittadini che aspettano risposte da decenni. Siamo pronti a una manifestazione pubblica se il nuovo Governo non ci darà risposte e rassicurazioni immediate sulla realizzazione della Gronda di Genova e su tutte le infrastrutture strategiche per lo sviluppo del Paese».

All’iniziativa annunciata da Toti hanno aderito gli assessori regionali Ilaria Cavo e Marco Scajola, i deputati di Forza Italia Roberto Cassinelli, Giorgio Mulè e Roberto Bagnasco.

Francesco Maresca, consigliere del Comune di Genova, delegato ai Porti (Lista Vince Genova), dichiara: «Non lasceremo che qualcuno blocchi Genova e la Liguria, non lasceremo che un intero popolo resti con un sistema autostradale di 50 anni fa. È ora di dire basta alla decrescita felice e raduneremo migliaia di persone pronte a sostenere la Gronda.

In una nota  Luca Maestripieri, segretario generale della Cisl Liguria, avverte: «Non permetteremo che la Gronda subisca un nuovo stop: stiamo parlando di diecimila posti di lavoro tra occupazione diretta e indiretta a cui bisogna aggiungere l’indotto»

 

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