Non sarà attivata la procedura Ue contro l’Italia per eccesso di debito e la notizia ha spinto la borsa itaiana e, in misura minore, quelle europee, fiduciose anche per quanto riguarda le misure che potrebbero arrivare dalla Bce. La Commissione Ue, che all’inizio aveva ritenuto “giustificato” procedere nei confronti dell’Italia, ha ufficialmente cambiato parere per effetto del riscontro positivo ottenuto dalle misure correttive varate sui conti del 2019 dal governo italiano. Parigi segna +0,75%, Francoforte +0,71%, Londra +0,66%.

Milano ha risentito in misura maggiore, rispetto agli altri listini europei, della decisione dell’esecutivo comunitario, terminando le contrattazioni con Ftse Italia All Share a 23.867,00 punti (+2,25%) e Ftse Mib a 21.905,34 punti (+2,40%). Lo spread Btp Italia/Bund a dieci anni è sceso sotto la soglia psicologica dei 200 punti base a 199 pb da 222 di ieri sera, il rendimento dei decennali italiani è tornato addirittura su livelli che non si vedevano da ottobre 2016. A Piazza Affari la forte riduzione dello spread ha lanciato le banche che segnano i maggiori aumenti del listino principale: Ubi Banca +6,78%, Banco Bpm + 6,56%, Unicredit +5,57%, Intesa Sanpaolo+,08%. A sua volta il minor rendimento dei titoli di Stato ha spinto le utility, con Enel +2,3%. Prosegue il recupero di Atlantia (+2,5%).

Greggio stabile con il Wti a 56,3 dollari al barile.

Sul Forex l’euro si indebolisce leggermente contro il dollaro a 1,128 (da 1,129 ieri in chiusura), mentre lo yen si rafforza con l’euro che scende a 121,51 (da 122,12); il dollaro/yen scivola a 107,78 (da 108,11).

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