Interverranno anche gli specialisti di un reparto d’élite delle forze armate italiane, il IX Reggimento Col Moschin, per la demolizione venerdì prossimo, mediante microcariche esplosive, delle pile 10 e 11 di Ponte Morandi. Nell’area delle operazioni, evacuata, sacche e vasche  rilasceranno acqua in concomitanza con l’esplosione per limitare al massimo la diffusione delle polveri.

Militari del Col Moschin

Hanno presentato il piano questa mattina il commissario per la demolizione e la ricostruzione, sindaco di Genova Marco Bucci, Stefano Balleari, vicesindaco e assessore alla Mobilità, Sergio Gambino, consigliere comunale delegato alla Protezione Civile, Gianfranco Francescon, comandante del Comando militare Esercito Liguria, Massimo D’Angelo, responsabile Centro sanitario amianto Piemonte, rappresenti della Ati Demolitori. Per contenere le vibrazioni, causate da una massa  in caduta da una cinquantina di metri, verranno predisposti grandi cumuli di materiale testato per assorbire l’ urto. Per mitigare problema delle polveri sarà soprattutto  utilizzata l’acqua, con un metodo innovativo  che prevede l’uso di cariche nelle vasche per creare dei muri d’ acqua e  di 12 irrigatori da campo..

L’area sarà evacuata nel raggio di 300 metri dalle due pile, con circa 3.170 persone che lasceranno la propria abitazione per tutta la giornata, dalle 7 alle 22. Sono stati predisposti otto punti di accoglienza in chiese, piscine e centri sportivi, scuole e associazioni, dove interverranno circa 200 volontari. Agli evacuati saranno distribuiti buoni pasto. Quasi la metà degli evacuati ha scelto di trovare una soluzione autonoma.

Venerdì i cittadini che saranno evacuati riceveranno un cartellino identificativo, con un codice numerico, con il quale saranno assegnati a una delle 8 strutture di accoglienza predisposte dal Comune e che permetterà loro di salire sui bus navetta Amt a loro dedicati e in servizio dalle 5.30. Già giovedì era la Protezione civile di Genova si occuperà di trasferire dalle loro case ad alberghi e strutture sanitarie circa 500 persone residenti nella zona off limits bisognose di assistenza: persone anziane, con disabilità o malate, donne incinte. Queste persone rientreranno a casa la mattina del 29 giugno.

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