Chiusura in moderato rialzo per le Borse europee, che hanno superato la delusione per il calo degli indici della fiducia sull’economia dell’Eurozona nel corso di una giornata priva di stimoli rilevanti. Eurostoxx segna +0,12%, Eurostoxx 50 +0,04%, il Cac 40 di Parigi +0,21%, il Dax 30 di Francoforte +0,10%, il Ftse 100 di Londra 0,17%, piatto l’Ibex 35 di Madrid, indebolita dalle incertezze sulla formazione del nuovo Governo, dopo l’esito elettorale (vittoria delle sinistre, Psoe e Podemos). Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 23.843,26 punti (+0,25%) e Ftse Mib a 21.788,54 punti (+0,23%), con lo spread BtP Italia/Bund a dieci anni a 258 punti base (rendimento 2,58%) in contrazione rispetto ai 260 pb di venerdì scorso.

Sui titoli di Stato italiani e sulle quotazioni del bancari ha influito la conferma del rating di S&P sull’Italia a “BBB”, con outlook negativo, uscita venerdì a mercati chiusi. I quattro maggiori rialzi del Mib sono tutti del comparto bancario, con Banco Bpm +3,6%, Ubi Banca +3,48%, Unicredit +2,4%, Intesa Sanpaolo + 2,06%.

Tra le materie prime in ribasso il greggio (-0,3% il Wti a giugno, -0,1% il Brent di pari scadenza), dopo che il presidente Usa Donald Trump ha chiesto ai Paesi Opec di incrementare la produzione per compensare la minore offerta iraniana a causa delle sanzioni.

Sul Forex euro poco mosso a 1,1167 dollari (1,1162 venerdì). La divisa europea vale 124,915 yen (124,75 yen in avvio e 124,46 venerdì).

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