L’utile netto dell’esercizio 2018 di Banca Passadore si attesta a 16,7 milioni di euro (+2,1%) e si pone al livello più elevato finora raggiunto dall’istituto, nonostante siano ancora presenti nel 2018 oneri straordinari obbligatori per gli interventi di salvataggio delle banche in default. L’indice di profittabilità (RoE) si colloca al 9,15%. È  quanto risulta dal bilancio 2018 che verrà portato all’approvazione della prossima assemblea degli azionisti.

Nel 2018 Banca Passadore ha registrato una crescita sia degli aggregati patrimoniali (impieghi e raccolta) che del risultato economico:

– la raccolta diretta a fine 2018 segna un aumento del 9,9% rispetto all’esercizio precedente attestandosi a 2 miliardi e 832 milioni di euro;

– i prestiti alla clientela, ammontano a 1 miliardo e 701 milioni di euro (+0,4%). A fine 2018 il rapporto tra i crediti deteriorati netti e il totale degli impieghi è pari al 2,24%, percentuale tra le più basse a livello nazionale, nonostante la banca, a differenza del sistema, non abbia mai posto in essere alcuna operazione di cessione di non performing loan:

– i titoli in deposito della clientela salgono del 1,7% a 4 miliardi e 682 milioni di euro, portando il totale delle masse amministrate a 7 miliardi e 515 milioni di euro (+4,6%);

– prosegue ancora il significativo sviluppo nella qualità e nel numero dei rapporti di nuova acquisizione, nel segmento della clientela sia private che corporate;

La dotazione patrimoniale della banca rimane su livelli elevati: il “Cet 1 ratio” è pari al 13,15%, ampiamente superiore al corrispondente coefficiente di capitale richiesto dalla Banca d’Italia in occasione del periodico processo di revisione prudenziale (“Srep”).

Il consiglio di amministrazione ha recentemente approvato il “Piano Strategico” per il triennio 2019-2021; il piano, nel confermare il peculiare modello di business della banca, ritenuto vincente anche in prospettiva, si pone, con gli adeguamenti richiesti dai nuovi scenari di mercato, ambiziosi obiettivi di crescita operativa e territoriale, oltre che rilevanti investimenti nell’ambito digitale.

Dopo l’apertura nel 2018 della nuova filiale di Portofino e il trasferimento dell’agenzia di Genova-Molassana in nuovi più ampi locali di proprietà, è previsto l’avvio nel 2019 della nuova Filiale di Alba in un stabile situato nel pieno centro della città. La banca conta a oggi su una rete territoriale composta da 24 punti pienamente operativi, con una presenza che si estende in 7 regioni (Liguria, Lombardia, Lazio, Piemonte, Valle d’Aosta, Emilia Romagna, Toscana) e 17 città (Genova, Milano, Roma, Torino, Firenze, Parma, Brescia, Aosta, Alessandria, Imperia, La Spezia, Alba, Chiavari, Albenga, Bordighera, Novi Ligure, Portofino).

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