«Un rischio fondato, un problema che sapevamo sarebbe esistito con il fallimento di Astaldi. Stiamo parlando sia con chi rileva Astaldi, Impregilo Salini, sia con Rfi che è titolare del cantiere». Lo ha detto Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, oggi a margine dell’assemblea pubblica di Spediporto, riferendosi al cantiere del Nodo ferroviario di Genova, i cui lavori in questo momento sono fermi per lo stop di 60 giorni chiesto dall’impresa Astaldi, in grave crisi finanziaria. Se si dovesse indire una nuova gara d’appalto, i lavori potrebbero rimanere fermi per altri due anni.

«Occorre trovare una soluzione che eviti la terza gara d’appalto, su un appalto che, francamente, è molto sfortunato o probabilmente nato male, con un prezzario evidentemente non sufficiente a remunerare le imprese, con una serie di complicazioni legate al quadro normativo ma anche alla criticità di quell’appalto. Quindi lavoreremo nei prossimi giorni per cercare di tutelare i lavoratori che sono impegnati in quel cantiere e soprattutto la necessità per Genova di avere quell’appalto. Al di là dei proclami e di ogni buon proposito, al momento la normativa sugli appalti resta assai complicata», ricorda Toti.

Nei lavori per il nodo ferroviario, opera che servirà a separare i treni locali da quelli a lunga percorrenza, dotando così Genova di una sorta di metropolitana di superficie, sono coinvolti circa 100 lavoratori diretti e 500 nell’indotto.

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