Aumento delle tasse, costo della vita, pensioni basse, precarietà del lavoro: tutto questo fa ancora paura ai genovesi, ma nonostante tutto affrontano il futuro con moderato ottimismo. Secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio Sara Assicurazioni (indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora nel 2018 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area geografica), un terzo degli intervistati (32%) affronta il proprio futuro dal punto di vista economico in modo positivo.

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Se il 28% prevede di mantenere l’attuale tenore di vita nel prossimo futuro, una buona parte dei genovesi si riconosce tra quel 32% di intervistati che ammette di vedere nel proprio futuro minori disponibilità economiche, ma che con un po’ di accortezze, si saprà adattare. Solo il 4% pensa che avrà disponibilità economiche superiori rispetto a quelle attuali, dato che fortunatamente cresce al 23% tra i giovani intervistati. Un 18% ha risposto di vivere nell’incertezza mentre un altro 14% si dichiara pessimista e teme che le proprie disponibilità economiche saranno inferiori a quelle attuali.

In che modo, secondo gli intervistati, ci si può garantire un futuro migliore? Una buona fetta di genovesi vede di buon occhio l’utilizzo delle forme di pagamento rateali, sia perché consentono di acquistare con calma (19%), sia perché permettono di gestire meglio il bilancio familiare (22%). C’è chi invece è più propenso alla sottoscrizione di diverse forme di risparmio o previdenza, tra cui spicca il fondo pensione, preferito dal 29% degli intervistati, i prodotti assicurativi di investimento, specie quelli collegati a gestioni separate e quindi sicuri, e i piani individuali di risparmio per il 22%.

D’altra parte, ricorrere a una forma di risparmio può aiutare ad affrontare il futuro con più serenità e a porsi degli obiettivi anche a medio/lungo termine, come dimostrano i dati: il 56% dei genovesi ammette di voler mettere da parte una somma sufficiente per affrontare eventuali imprevisti, il 39% vuole invece mantenere l’attuale tenore di vita. Grande attenzione verso i figli: il 27% vuole essere certo di poter aiutare i propri figli in un futuro, mentre il 23% non vuole gravare su di loro in caso di perdita di lavoro o di pensione bassa.

E a proposito di pensione, quest’ultima risulta essere uno dei fattori che preoccupano di più i genovesi in questo momento: al primo posto nei loro pensieri si trova la paura di spese impreviste (49%), seguita dai fattori fiscali ed economici, come l’aumento del costo della vita o delle tasse (39%). La prospettiva di una pensione bassa si colloca al terzo posto con il 38% dalla prospettiva di una pensione bassa, mentre la precarietà del lavoro preoccupa il 20% degli intervistati.

A chi rivolgersi, dunque? Quasi la metà dei genovesi (47%) si affiderebbe alla propria banca, il 30% si rivolgerebbe a un consulente mentre il 17% chiederebbe consiglio a una compagnia di assicurazioni. Solo il 6%, infine, si affiderebbe all’online.

«È importante, specialmente in questi ultimi periodi − commenta Marco Brachini, direttore Marketing, Brand e Customer Relationship di Sara Assicurazioni − affrontare il futuro con praticità e concretezza ed è altrettanto incoraggiante sapere che gli italiani stiano capendo l’importanza di rinforzare per tempo, con una forma di welfare appropriata, la costruzione del proprio futuro. Che ci si rivolga a una banca o a una assicurazione, è in ogni caso fondamentale affidarsi a strutture solide e preparate, che sappiano come pianificare le migliori soluzioni per ognuno di noi».

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