Pietro Modiano, presidente, Fabio Innocenzi, amministratore delegato, e i consiglieri Salvatore Bragantini, presidente del comitato Spese e Nomine, Bruno Pavese, membro del comitato Spese e Nomine, Luigi Calvosa, membro indipendente, hanno rassegnato le dimissioni dal cda di Banca Carige. Lo annuncia una nota stampa della Banca.

Le motivazioni alla base delle dimissioni, si legge nel comunicato, «sono le mutate condizioni derivanti dall’esito dell’assemblea del 22 dicembre che non ha approvato la delega al consiglio di amministrazione per l’aumento del capitale sociale» e fanno seguito alle dimissioni, rassegnate per lo stesso motivo, dalla vicepresidente Lucrezia Reichlin, dal consigliere Raffaele Mincione e dal sindaco supplente Mario Monti.

Con le dimissioni di sette membri del cda è venuta meno la maggioranza degli amministratori in carica e pertanto, ai sensi degli artt. 2385 e 2386 del Codice Civile e dell’art. 18, comma 12, dello Statuto, l’intero consiglio di amministrazione è decaduto.

Secondo quanto risulta all’agenzia di stampa Radiocor, Carige va verso l’amministrazione straordinaria. «Il provvedimento della Banca centrale europea sul commissariamento dell’istituto genovese» – si legge in un articolo di Radiocor pubblicato questa mattina da Borsa italiana verrebbe deciso «alla luce delle recenti vicende della banca ligure con lo stop dell’assemblea all’aumento di capitale da 400 milioni di euro e, riferiscono alcune fonti, della situazione di ingovernabilità in cui versa la banca che da questa mattina è anche senza consiglio di amministrazione. L’amministrazione straordinaria sarà affidata a una triade di commissari composta tra gli altri dall’attuale presidente Pietro Modiano e dall’attuale amministratore delegato Fabio Innocenzi. Verrà nominato inoltre un comitato di sorveglianza composto anch’esso da tre membri».

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