Sciopero dei benzinai liguri dalle ore 19 di domani, martedì 11 dicembre, fino alle 7 di giovedì 13.

Nella sola provincia della Spezia, l’agitazione scatterà invece alle 19 di martedì per concludersi venerdì 14 dicembre alle 7, self-service compresi. Lo sciopero, che interessa anche la vicina Toscana, è stato indetto da Faib Confesercenti e riguarda i gestori a marchio Api-Ip e TotalErg, per protestare contro la politica discriminatoria delle società proprietarie degli impianti: Petrolifera Adriatica per quanto riguarda i distributori Italiana Petroli per Api-Ip e TotalErg.

“La dichiarazione di sciopero – si legge in una nota – giunge dopo che la vertenza con le due petrolifere si è trascinata in modo inconcludente per mesi, rafforzando i timori e le profonde preoccupazioni dei gestori degli impianti stradali dei due marchi per l’insostenibile situazione economica e relazionale venutasi a creare. Faib denuncia la permanente condotta scorretta di Petrolifera Adriatica, che, benché tenuta ad applicare l’accordo Esso in conseguenza della condanna dinanzi al tribunale di Roma, continua nella pratica a tagliare i margini ai gestori e a scaricare su di essi le proprie contraddizioni strutturali. Allo stesso tempo, si stigmatizza la politica dilatoria e inconcludente di Italiana Petroli, che disattende gli accordi, si sottrae agli obblighi contrattuali e saccheggia la redditività delle gestioni con politiche di aggressione al margine determinato dagli accordi siglati in base alla normativa di settore”.

«Per contrastare e denunciare la condotta di Petrolifera Adriatica, da una parte, e di Italiana Petroli, dall’altra – spiega Aldo Datteri, presidente regionale Faib Confesercenti – abbiamo proclamato lo sciopero in tutte le province della Toscana e della Liguria, con la sospensione delle attività di rifornimento e conseguente chiusura degli impianti. Insieme alle altre sigle sindacali avevamo infatti manifestato da mesi, ai diversi livelli, l’insopportabile livello di tensione tra i gestori a marchio. Questa agitazione vuole impedire che si determinino significativi pregiudizi economici alle gestioni».

Nel mirino della protesta del sindacato rientrano la precarizzazione del rapporto contrattuale, le condizioni economiche ed operative che non garantiscono la sostenibilità delle attività esercitate, la vanificazione delle garanzie assicurate dalla contrattazione nazionale prevista per il settore della distribuzione carburanti, con particolare riferimento all’art. 19 della legge 57/2001 che prevede l’obbligo, per gli operatori petroliferi, di stipulare accordi collettivi con le organizzazioni di categoria dei gestori e il loro rispetto, per definire le condizioni economiche e contrattuali, anche ai sensi dei Regolamenti europei in materia di intese verticali.

«Un comportamento – evidenzia Datteri – che Faib giudica grave e irresponsabile, tanto più nel pieno di una crisi strutturale del settore, con consumi in caduta libera e una illegalità dilagante. A questo si aggiungono devastanti azioni commerciali unilaterali da parte delle compagnie, che erodono significativamente il misero margine economico che, ricordiamo, è di pochi centesimi al litro. Nessuno può immaginare che la nostra categoria, a fronte di attacchi così violenti ai diritti dei gestori, non metta in atto azioni di protesta e denuncia e di chiusura degli impianti. Se i tavoli negoziali vengono svuotati di contenuti e vengono ridotti solo a stanche liturgie, ai gestori non resta altro strumento di difesa che quello delle agitazioni e dello sciopero».

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