Alla fine l’idea vincente per il nuovo ponte sul Polcevera è quella di Renzo Piano, che sarà anche supervisore del progetto di ricostruzione, affidata alla cordata Salini Impregilo-Fincantieri-Italferr. 

Il principio progettuale, come si legge sul sito del commissario straordinario, è quello della semplicità: il ponte dovrà avere una presenza discreta e sobria, rinunciando a una monumentalità autoreferenziale. Per ottenere una sezione ridotta dell’impalcato verranno realizzati numerosi appoggi: il progetto prevede 19 pile in cemento armato di sezione ellittica (3 x 9,5 metri), posizionati con un passo costante di 50 metri, a eccezione della campata sul torrente Polcevera e sulle linee ferroviarie, dove l’interasse passa da 50 a 100 metri.

L’impalcato è realizzato in struttura mista di acciaio e calcestruzzo, con un’altezza complessiva della carpenteria metallica di 4,3 metri al centro della sezione di impalcato. Sono previste tre corsie per senso di marcia (di cui, complessivamente, due corsie di emergenza). Sul bordo del ponte sarà posta una barriera protettiva antivento su disegno, che integra un sistema di approvvigionamento energetico fotovoltaico.

Un’infrastruttura realizzata sulla stessa giacitura del Morandi, con i necessari adeguamenti normativi alla selezione dell’impalcato e ai raggi di curvatura degli svincoli e delle immissioni.

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