Il Tar ha respinto il ricorso del Comitato Porto Aperto che chiedeva di limitare l’attività delle Riparazioni Navali nella zona di Carignano. Secondo l’Ispra vi è una situazione di inquinamento diffuso non imputabile a una singola origine e dipendente anche dal traffico urbano.

Il Comitato Sì Blueprint esulta: «Lo avevamo ben compreso leggendo le relazioni tecniche effettuate a suo tempo durante la demolizione della Concordia e quindi nel pieno dell’attività delle Riparazioni Navali – spiega la portavoce Giorgia Mannu – con l’elettrificazione delle banchine già avviata, vi è da aggiungere che le navi in riparazione restano normalmente a motori spenti; pertanto le immissioni caleranno ulteriormente rispetto agli anni passati, man mano che si diffonderà questa buona pratica».

Il Comitato Sì Blue Print ricorda che ci sono normative severe sia in termini di sicurezza sul lavoro sia ambientali dettate anche dall’Unione Europea e che devono essere rispettate. Questo – ribadisce la portavoce del Comitato – garantisce i lavoratori e un certo modo di lavorare di qualità in sicurezza.

«Le Riparazioni – dice Mannu – sono il fiore all’occhiello di Genova, del nostro porto, dobbiamo batterci perché ripartano anche le infrastrutture altrimenti l’economia della nostra città morirà inesorabilmente. Sul ponte Morandi e il Terzo Valico il governo nicchia:  insomma siamo soli, dobbiamo restare uniti e non farci battaglia gli uni contro gli altri.
Dobbiamo far ripartire la nostra città al più presto. Ma perché invece di essere sempre contro non uniamo le forze? Noi come Comitato siamo a disposizione sempre in prima fila da più di tre anni. E questa è l’ennesima dimostrazione della nostra credibilità».

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