Genova Smart Week 2018: il capoluogo si candida per la top 100 delle città resilienti

Sette i macro settori affrontati nel corso della settimana, in programma dal 19 al 24 novembre

Genova mira a entrare nella classifica delle 100 città resilienti, con l’obiettivo di ricevere finanziamenti dalla Fondazione Rockfeller, impegnata da tempo su questo fronte. Non è un caso che proprio la resilienza sia una delle protagoniste della quarta edizione della Genova Smart Week, in programma dal 19 al 24 novembre. Lo ha annunciato l’assessore allo Sviluppo economico Giancarlo Vinacci nella conferenza stampa di presentazione.
L’evento è promosso dall’Associazione Genova Smart City, dal Comune di Genova e da Regione Liguria con il supporto tecnico e organizzativo di Clickutility Team.
Una manifestazione che, attraverso incontri, esposizioni, eventi divulgativi e convegni di profilo internazionale, analizzerà gli strumenti tecnologici a disposizione per rendere le città smart e a dimensione umana, riducendo il peso energetico e i costi economici della città stessa. La partecipazione è gratuita previa registrazione online.

Sette i macro settori affrontati nel corso della settimana tra il salone di rappresentanza di Palazzo Tursi e Great Campus Erzelli cui si affiancheranno Smartcup Liguria e Smau Genova a Palazzo della Borsa, due importanti appuntamenti dedicati alle startup a contenuto innovativo sul territorio e all’open innovation, la strategia di innovazione che sta trasformando il mondo delle imprese. Qui il programma completo.

Prevista anche l’area expo e test drive allestita in piazza Matteotti e dedicata ai mezzi elettrici a basso impatto ambientale. Ci sarà anche la Vespa elettrica. Sabato prevista una caccia al tesoro con premi dedicati alla mobilità elettrica

«Nella giornata di lunedì – spiega il vicesindaco Stefano Balleari – faremo un focus sulla val Polcevera alla luce di quanto è successo al ponte Morandi, per focalizzare sulla zona i progetti di mobilità e rigenerazione urbana. Un masterplan a cui hanno collaborato i vari assessorati per dare risposte in tempi brevi al territorio». Balleari, in qualità di assessore alla Mobilità, ha anche riferito dell’incontro di ieri al ministero dei Trasporti: «Stiamo cercando di capire come “portare a casa” il risultato in poco tempo», spiega parlando della ricostruzione del ponte. «Inoltre – aggiunge – sul trasporto pubblico abbiamo ribadito di voler puntare sull’elettrico puro. Il Mit ci ha detto che nel 2019 si apriranno finanziamenti importanti. La nostra scelta politica è orientata alla sostenibilità ambientale. Anche sul car sharing stiamo lavorando per promuovere l’elettrico. A Genova tante auto vengono acquistate per poi restare parcheggiate la maggior parte del tempo, se come ente pubblico riuscissimo a favorire la condivisione, potremmo magari riuscire a stimolare la scelta di rinunciare all’auto privata, liberando spazi importanti in città».

Tra i nodi genovesi c’è anche la gestione dei rifiuti, il problema di Genova è che Amiu, non avendo attualmente impianti di trattamento, è “schiava” di quelli fuori regione o nelle altre province. Nel caso qualcuno di essi venga chiuso o non possa temporaneamente ricevere, il sistema va in crisi (acuita dal fatto che uno dei principali centri logistici dell’azienda si trovava proprio sotto al Ponte Morandi). Matteo Campora, assessore all’ambiente, annuncia: a fine gennaio speriamo di poter bandire la progettazione dell’impianto genovese, l’obiettivo è arrivare all’indipendenza nel ciclo dei rifiuti. Il 22 novembre, al mattino, spazio alla circular economy. «Riuso, ma anche riduzione del rifiuto alla fonte – dice Campora – devono essere i fini ultimi».

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