Ansaldo Energia è la prima azienda scelta da Federmeccanica per il “Virtual tour 4.0 – alla scoperta delle realtà aziendali innovative”, iniziativa nazionale. Questa mattina un gruppo di imprenditori ha visitato lo stabilimento dell’azienda, uno degli impianti Faro (Lighthouse Plant) del Mise previsti nel Piano Industria 4.0.

Gli impianti Faro

Ansaldo Energia ha l’obiettivo di realizzare nel triennio 2018-2020 un piano di R&S Industriale finalizzato a introdurre innovative applicazioni digitali nell’ambito dei processi produttivi.

Sabrina De Santis, direttore Education and training di Federmeccanica spiega: «Questi tour sono stati organizzati per conoscere le opportunità delle nuove tecnologie, nell’ambito di un progetto più ampio chiamato “Ricomincio da… 4“, promosso insieme con Federmanager e finanziato da Fondirigenti. Genova è la prima tappa». Il progetto prevede la costituzione di una piattaforma online, in cui le aziende metalmeccaniche associate possono trovare descritte le tecnologie abilitanti per l’industria 4.0, le competenze necessarie per implementarle e le risorse finanziarie a disposizione.

«Cerchiamo di trasmettere conoscenze specifiche sull’industria 4.0 a imprenditori e dirigenti – aggiunge De Santis – Ansaldo Energia ha una missione anche dimostrativa in fatto di innovazione.

Collegandosi al sito è possibile accedere ai contenuti informativi (relativi a tecnologie, competenze e organizzazione del lavoro, strumenti finanziari), che verranno rilasciati ogni 40 giorni attraverso moduli di informazione.

«Le imprese che hanno partecipato – dichiara De Santis – si sono mostrate particolarmente curiose su come l’industria pesante possa diventare digitalizzata con l’introduzione di alcune tecnologie».

Un aspetto fondamentale, non trascurato dai contenuti promossi da Federmeccanica è la cosiddetta infrastruttura immateriale: «Le competenze delle persone, la formazione continua, sono aspetti fondamentali, altrimenti la tecnologia sarebbe solo un costo e non un valore aggiunto, perché non si saprebbe come utilizzarla al meglio. Per questo è importante che le aziende e la scuola collaborino per formare figure professionali richieste dal mercato del lavoro e che attualmente sono introvabili».

Secondo un’indagine promossa da Federmeccanica il 44% delle imprese di questo ramo d’industria non riesce a trovare le figure professionali di cui ha bisogno: a fronte di opportunità non coperte ci sono giovani disoccupati. «Cerchiamo di provare a capire quale possa essere il metodo migliore per rimediare a questa mancanza: pensiamo innanzitutto al dialogo, ma anche a creare percorsi didattici integrati con esperienze in azienda per dare un futuro sia ai giovani sia alle nostre imprese».

Luca Manuelli, senior vicepresident e chief digital officer di Ansaldo Energia, commenta: «Lighthouse Plant è partito a luglio, perciò ci ha fatto molto piacere ospitare questa iniziativa perché, in qualche maniera, il digital twin sta prendendo forma. Quella che è stata la fase di incubazione del progetto si è conclusa è, nonostante la tragedia di Ponte Morandi, siamo riusciti a partire. Il nostro è un progetto triennale e abbiamo avviato tutta la fase di setup, ora completeremo gli sviluppi e inizieremo a dimostrarli nella nostra fabbrica».

Digital Twin

L’utilizzo della tecnologia digitale per replicare i processi industriali reali.

Uno degli obiettivi del Lighthouse Plant è quello di coinvolgere la filiera delle piccole e medie aziende che lavorano da anni con Ansaldo Energia per aiutarli a portare avanti l’utilizzo di tecnologie digitali, sia a supporto del Lighthouse Plant ma anche per migliorare complessivamente la competitività dei prodotti. «Il fatto che sia partito e che ci sia la possibilità di condividere quanto stiamo facendo con i nostri partner è un altro valore aggiunto – sottolinea Manuelli – la cosa che sicuramente colpisce è il contrasto tra una tecnologia produttiva basata su innovazione sviluppo tecnologico, durato tanti anni e quello che può fare la digitalizzazione per garantire un ulteriore attività di miglioramento. E sopratutto come la tecnologia digitale può aiutare il fattore umano a sfruttare le potenzialità di questa tecnologia in un processo così complesso come la produzione di turbine».

 

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