I visitatori della Liguria amano degustare i prodotti agroalimentari locali, ma la spesa turistica in enogastronomia del territorio riserva ancora buoni margini di crescita, soprattutto quella della componente straniera.

Secondo i dati dell’Osservatorio turistico regionale, la spesa in acquisti agroalimentari rappresenta il 12% della spesa turistica complessiva, contro il 15% nazionale (escludendo le spese nella ristorazione). Percentuali che si traducono in un impatto economico di spesa agroalimentare di 381,4 milioni di euro in Liguria e di oltre 12 miliardi di euro a livello nazionale. Mentre nella nostra regione prevalgono gli acquisti effettuati dagli italiani (che comprano per circa 288 milioni di euro), nel resto d’Italia la spesa degli stranieri è vicina ai 5 miliardi di euro.

Osservando inoltre la geografia delle motivazioni dei turisti che visitano l’Italia, tratta dal rapporto Isnart sul turismo enogastronomico nel 2017, l’enogastronomia non sembra essere una valida motivazione per visitare la Liguria, mentre spinge decisamente di più in altre regioni e province italiane (come Lombardia, Piemonte, Puglia e centro Italia). La nostra regione risulta ancora piuttosto indietro anche in fatto di vendita di prodotti locali, mentre è ben piazzata in termini di degustazione di prodotti del territorio.

In generale, l’enogastronomia non sembra essere tra le motivazioni più forti che spingono a visitare l’Italia, decisamente più nota per il suo patrimonio artistico e per le sue bellezze naturali. Ma una volta nel Bel Paese, i turisti non possono fare a meno di apprezzare il cibo e il vino locali, sia in termini di degustazione, sia di acquisto di prodotti tipici.

Un comportamento che si rispecchia anche nel soggiorno turistico in Liguria: nella graduatoria delle attività svolte, l’enogastronomia figura al secondo posto dopo le escursioni. Un turista su quattro ne ha segnalato l’interesse, sia sotto forma di partecipazione a eventi enogastronomici (13%), sia di degustazione di prodotti locali (12,8%). Per gli stranieri la percentuale è al 26,2% mentre per gli italiani al 25,5%.


Clicca qui per scaricare il rapporto Isnart sul Turismo enogastronomico in Italia

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