Con l’inizio dell’anno scolastico è scattato il piano “Ripartiamo dalla scuola” per agevolare gli spostamenti degli studenti genovesi coinvolti nel blocco della viabilità a seguito del crollo del ponte Morandi. Il piano straordinario dell’emergenza, reso possibile da un finanziamento di 2,5 milioni di euro del Miur, è stato attivato dal tavolo del diritto allo studio, coordinato dal Miur e dall’assessorato all’istruzione di Regione Liguria a cui hanno partecipato attivamente l’assessorato ai Trasporti di Regione Liguria, gli assessorati alla  Scuola e alla Viabilità del comune di Genova e i loro uffici, Città metropolitana, direzione regionale scolastica, Amt, Atp, Alfa.

«Il sistema che abbiamo attivato per prendere in carico gli studenti ha funzionato − dichiara l’assessore Ilaria Cavo che questa mattina ha seguito il primo giorno di scuola facendo tappa alla stazione Principe, alla stazione Brin della metropolitana, all’Istituto Comprensivo Ariosto di Certosa, alla scuola elementare di Campomorone e all’Istituto di formazione professionale Cif di Borzoli − continueremo a monitorare il flusso degli studenti e delle navette per apportare modifiche se le condizioni del traffico lo richiederanno, ma la partenza è stata più che positiva».

Tutti gli studenti evacuati che hanno fatto richiesta del servizio trasporto personalizzato, previsto dal piano dell’emergenza, sono stati regolarmente accompagnati dai taxi negli istituti di appartenenza. Da San Bagio sono partiti alle 7,30 e sono arrivati a scuola in orario; da San Biagio verso Sampierdarena hanno avuto un lieve ritardo, ma tollerabile. Tutti gli altri servizi taxi personalizzati sono stati puntuali. «Per il primo giorno i genitori erano presenti a bordo − precisa Cavo − qualora invece dovessero affidarli al servizio taxi senza accompagnarli sono già stati assicurati dal Comune di Genova della presenza di un tutor a bordo. Ho avuto modo di incontrare diversi famigliari dei nuclei evacuati nella scuola Ariosto e riscontrare direttamente da loro l’efficienza del servizio».

Arrivati in orario a scuola, secondo il riscontro fornito dai dirigenti scolastici coinvolti, anche gli scuolabus (11 in tutto) attivati per circa duecento studenti fino alla scuola media, non evacuati ma interdetti dal blocco della viabilità e senza autonomia di trasporto. Questo trasporto scuolabus, maturato anche dopo un confronto diretto con le famiglie, tocca quegli studenti che vivono a Sampierdarena e devono recarsi a Certosa e viceversa.

Per quanto riguarda gli studenti delle scuole superiori, sono entrate in funzione le sette navette scolastiche per collegare i comuni della val Polcevera e della Valle Stura alle stazioni. Sono oltre 40 le corse giornaliere attivate per gli studenti nelle aree extra urbane a cui si aggiungono due circolari, una tra Principe e Sampierdarena, l’altra tra Bolzaneto e Brin: «Sono stata in stazione Principe a salutare i ragazzi del Servizio Civile e i volontari delle Protezione Civile che da questa mattina, con pettorine riconoscibili, indicano agli studenti i binari per i cambi che devono effettuare e consegnano le mappe per permettere a loro di conoscere l’opportunità della navetta aggiuntiva che collega Principe con Sampierdarena, passando dalla stazione metro di Dinegro. La scelta preferita dagli studenti resta ovviamente quella dei treni per andare verso Sampierdarena e Sestri Ponente ed è anche quella più consigliata. È giusto che ci sia un servizio aggiuntivo nel caso in cui i treni per Sampierdarena risultassero affollati o per chi dovesse perdere le coincidenze. Questa mattina ho visto un flusso importante di studenti ma convogli capienti abbastanza per sopportarlo. Un accorgimento dovrà invece essere preso per le navette che collegano Serra Riccò e Sant’Olcese alla stazione di Bolzaneto, a causa del traffico eccessivo nella zona di Bolzaneto. Stiamo studiando insieme ad Atp la possibilità di dirottare queste navette, tre all’andata e tre al ritorno, verso Pontedecimo per evitare il blocco del traffico e garantire la coincidenza con i treni. Avviseremo le famiglie per comunicare questa possibile variazione».

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