Sottoscritto un accordo che amplia la flessibilità dell’orario in entrata, sono state ipotizzate possibilità di delocalizzare alcune lavorazioni in altri siti e di possibilità di utilizzare il “telelavoro” per evitare al massimo gli spostamenti in ambito cittadino e per riuscire a dare un miglior servizio all’utenza anche su un arco orario più ampio.

Queste le prime intese tra sindacati e Agenzia delle Dogane, per la gestione del lavoro e delle attività portuali dopo il crollo del ponte Morandi. Lo riferiscono i rappresentanti di Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Unsa e Confsal.

La riunione con il direttore interregionale dell’Agenzia ha consentito di verificare da una parte quale potesse essere l’apporto dell’Agenzia delle Dogane alla città e alla portualità per superare i problemi contingenti e dall’altra trovare soluzioni contrattuali interne che potessero risolvere le criticità connesse alla viabilità e al raggiungimento delle sedi di servizio sull’intero territorio comunale per il personale doganale.

A tale riguardo l’Amministrazione ha ribadito che sono in corso confronti con le autorità istituzionali e portuali per trovare soluzioni condivise per migliorare le prestazioni per la fluidità delle operazioni doganali e che nel frattempo sono stati attivati i già autorizzati concorsi pubblici. Ha comunicato inoltre di aver ricevuto l’autorizzazione a stabilizzare l’attuale personale in comando e ad assumere sempre in comando, da altre amministrazioni, ulteriori 40 unità.

Su tutti gli argomenti il sindacato riferisce di aver dato piena collaborazione al direttore chiedendo nel contempo di sospendere la riforma organizzativa iniziata dall’Agenzia e riguardante nello specifico gli uffici di Genova perché si sommerebbero nell’immediato ulteriori problemi a quelli già attuali.

La riunione si è conclusa con la sottoscrizione dell’accordo sulla reperibilità dei servizi resi dal laboratorio chimico delle Dogane in materia di analisi di sostanze stupefacenti.

L’auspicio di tutte le sigle sindacali è che “la tempestività di aprire un tavolo di confronto avvenuta alle Dogane possa essere solo l’inizio di una apertura di tavoli in tutte le pubbliche amministrazioni perché proprio dalle Istituzioni e dai lavoratori pubblici in primis deve arrivare un chiaro messaggio di impegno e solidarietà che accompagni il percorso di uscita dalla tragedia del crollo del Ponte Morandi”.

 

 

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