Dopo Trieste, arriva anche a Genova Seabin, l’innovativo bidone dell’immondizia galleggiante progettato per essere installato nell’acqua di porti turistici, yacht club, porti e qualsiasi corpo idrico con un ambiente calmo e servizi disponibili. Wärtsilä Italia lo ha donato al Mu.MA Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni di Genova ed è entrato in funzione questa mattina nello specchio acqueo davanti al Galata Museo del Mare per facilitare le operazioni di pulizia dell’area intorno al sommergibile Nazario Sauro e della Darsena stessa.

Seabin

«Ringrazio Wärtsilä Italia, socia dell’Associazione Promotori che supporta il Mu.MA, per questa importante donazione che, oltre a contribuire al miglioramento dello stato di salute dell’ambiente marino, rafforza fortemente il decoro urbano della Darsena − commenta Nicoletta Viziano, presidente Mu.MA − Oggi non si festeggia solo l’installazione del Seabin, ma si inizia ufficialmente il programma di pulizia dello specchio acqueo antistante il Galata Museo del Mare. L’istituzione che rappresento non potrebbe proseguire la sua attività senza il contributo di soggetti dal forte senso civico, a sostegno di Genova e della sua promozione in un momento così particolare».

Nel 2015 due surfisti, Pete Cegliski e Andrew Turton, hanno mostrato per la prima volta il loro Seabin, un contenitore di immondizia da installare nelle banchine dei porti, capace di recuperare in maniera autonoma tutti i rifiuti presenti, lasciando l’acqua più pulita e i pesci che ci vivono più sani. Lo strumento è in grado di raccogliere fino a 1.5 kg al giorno di spazzatura che galleggia sulla superficie dell’acqua, con un’autonomia massima di 12Kg dopo i quali andrà svuotato manualmente. Facendo un calcolo ipotetico, ciascun contenitore potrà eliminare più di 20 mila bottiglie oppure il corrispettivo di 83 mila sacchi di plastica durante un anno di utilizzo, un risultato davvero importante per la salvaguardia dell’ambiente.

Dal 2017 Wärtsila è uno dei partner del progetto Seabin: «L’azienda sostiene e promuove questo innovativo progetto nato per cercare di risolvere, in modo semplice ed economico, un problema che affligge l’intera collettività: l’inquinamento dei nostri mari − spiega Guido Barbazza, presidente e amministratore delegato di Wärtsilä Italia − Wärtsilä Italia, proseguendo l’impegno nel sostenere in tutto il mondo il progetto Seabin, sancisce il suo impegno nella lotta all’inquinamento dei mari ricordando che siamo tutti parte dello stesso mare».

 

 

 

 

Il gigante che mette in moto le navi

Wärtsilä Italia è parte integrante della società finlandese Wärtsilä Corporation, leader nella fornitura di soluzioni per la generazione di energia pensate per l’intero ciclo di vita degli impianti per il settore marino e terrestre. Il sito di Trieste sviluppa, commercializza, produce e offre servizi di assistenza per un’ampia gamma di motori a velocità media con un range di potenza da 1,9 MW a 23 MW. Oggi lo stabilimento friulano, che vanta una lunga tradizione nella produzione di motori, iniziata con motori sia a 2 tempi sia a 4 tempi (compreso il motore a 4 tempi più grande mai prodotto, il W64), è un moderno stabilimento multiprodotto. Le attività di Wärtsilä in Italia attualmente danno lavoro a circa 1.300 persone, di cui circa 1.100 a Trieste e le restanti impiegate nelle sedi Services di Genova, Napoli e Taranto.

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