Sono 161 le richieste arrivate dal territorio agli uffici di Regione Liguria per la realizzazione di nuove scuole e la messa a norma di quelle più vecchie. Dopo l’approvazione in giunta dei criteri per l’individuazione degli interventi degli Enti locali è partita la presentazione delle domande da parte dei Comuni per interventi di nuova costruzione, di adeguamento e di miglioramento sismico.

Le domande di contributo arrivate alla Regione sono state fatte da 77 Enti locali liguri, di cui il 30% dall’area genovese, il 23% da quella savonese, il 17% da quella imperiese, e il 30% dallo spezzino.

Le richieste presentate prevedono un contributo massimo di 2 milioni di euro per ciascun intervento di nuova costruzione e di 800 mila euro per ciascun intervento di adeguamento sismico e un cofinanziamento fino al 20%, a eccezione dei comuni con meno di 5.000 abitanti, delle province e della Città Metropolitana.

«Come Regione Liguria siamo riusciti ad attivare un grande gioco di squadra coinvolgendo il territorio in incontri per illustrare le modalità e le opportunità di finanziamento – spiega l’assessore regionale all’Edilizia Marco Scajola – questo ha prodotto una grande risposta per accedere ai finanziamenti nazionali che ammontano a 1,4 miliardi di euro complessivi per tutta Italia, messi a disposizione dal governo che devono essere ancora ripartiti. Ci aspettiamo che l’esecutivo provveda subito al riparto delle risorse, vista l’importanza di un settore e l’urgenza di mettere a disposizione edifici nuovi, risanando un patrimonio edilizio ancora vetusto».

La Liguria si attende almeno 40 milioni di euro dal riparto dei finanziamenti: «Comunque non saranno sufficienti per soddisfare la grande richiesta del territorio. Queste risorse nazionali sono fondamentali per la realizzazione di una parte degli interventi, a fronte di un fabbisogno complessivo proveniente dal territorio di circa 160 milioni di euro. Come amministrazione regionale, visto il grande lavoro compiuto che ha prodotto un censimento molto dettagliato del fabbisogno, ci impegniamo affinché tutte le risorse disponibili siano via via utilizzate per soddisfare la domanda del territorio. Per il 2018 il 30% delle risorse è riservato alle Province e alla Città metropolitana e il 10% ai piccoli Comuni che abbiamo voluto favorire per l’importanza che hanno le scuole come presidi del territorio, per evitare lo spopolamento, soprattutto nelle zone montane».

Una volta che il Miur ripartirà le risorse, gli Enti beneficiari potranno avviare le procedure per la realizzazione degli interventi.

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