235 su 235: in tutti i Comuni liguri sono presenti aree caratterizzate da un’elevata o molto elevata pericolosità da frana o da media pericolosità idraulica. A dirlo è il secondo rapporto Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale) sul Dissesto idrogeologico in Italia, che presenta la nuova mappatura del territorio nazionale aggiornata al 2017.

Secondo il rapporto, la superficie ligure a elevato rischio frana e media pericolosità idraulica è pari a 902,8 km quadrati, il 16,7% della superficie complessiva (5.416 km quadrati). Stessa percentuale che descrive la situazione nazionale, dove il 16,6% della superficie è a rischio (50.117 km quadrati, distribuiti sul 91% dei Comuni italiani).

Nel dettaglio, nel mosaico della pericolosità frana, tra 2015 a 2017 le aree a rischio in Liguria sono aumentate, passando da 3.138 a 3.148 km quadrati (+0,3%), il che significa, dato più aggiornato, il 58,1% dell’intero territorio. La Liguria si colloca inoltre all’ottavo posto in Italia con il 13,9% di superficie a rischio elevato e molto elevato: 751,9 km quadrati l’area interessata. In Italia la percentuale di zona a rischio è pari all’8,4%.

Genova la provincia a maggior rischio, con quasi 460 kmq di superficie a elevata e molto elevata pericolosità, seguita da Imperia e Savona (circa 110) e La Spezia (circa 76 kmq).

La pericolosità idraulica: in Liguria l’area a rischio medio è pari a 153,5 km quadrati, il 2,8% dell’intero territorio regionale (8,4% il dato nazionale). Pericolosità elevata per 111,5 kmq di superficie ligure (2,1%), basso rischio nel 3,5% dei casi (188,9 kmq).

Tra le province questa volta è La Spezia a risultare maggiormente a rischio, con il 5% di superficie a pericolosità elevata (44,1 kmq), 7,2% a pericolosità media (63,3 kmq) e il 7,9% a bassa pericolosità (69,4 kmq). Al secondo posto Savona, caratterizzata da un elevato rischio idraulico sull’1,7% di territorio provinciale (26,6 kmq), medio rischio sul 2,4% della superficie (37,7 kmq) e basso rischio nel 3,5% dei casi (53,8 kmq). A Genova la zona ad alto rischio corrisponde all’1,5% del territorio (28,3 kmq), 2% medio rischio (35,8 kmq). Infine Imperia, dove l’area a elevato rischio idraulico è pari “solo” all’1,1% del totale (12,5 kmq), mentre quella a rischio medio (16,8 kmq) è l’1,5%.

Passando agli indicatori di rischio, la Liguria risulta una delle regioni con i valori più elevati di popolazione a rischio frana, insieme a Campania Toscana ed Emilia Romagna: in regione si tratta del 5,8%, 91,862 persone. Lo stesso dicasi per le famiglie: in Liguria quelle a rischio sono 44.271 (il 5,8%). Per quello che riguarda invece la pericolosità idraulica, la nostra regione passa in terza posizione, rispettivamente con il 17,5% e il 17,8% di popolazione e famiglie a rischio (in valori assoluti 274.827 persone e 135.190 famiglie).

La nostra regione non risulta tra quelle con il maggior numero di edifici a rischio frana (sono 32.589 in Liguria, ai primi posti spiccano invece Campania, Toscana, Emilia Romagna e Calabria), ma a livello provinciale, insieme a Salerno, c’è Genova a ottenere questo primato: secondo l’Ispra 20.709 edifici sono a pericolosità elevata e molto elevata, il 17,5% del totale in provincia. Il 12,1% degli edifici liguri è invece a medio rischio idraulico (corrispondenti a 38.071 unità).

Le industrie e servizi a rischio frane in Liguria sono 4.875 (il 3,5%), ben 40.102 le unità a rischio idraulico (il 28,5%, una delle percentuali più alte d’Italia). Infine, il dato sui beni culturali: quelli minacciati dal rischio frana sono il 6,1% (890), decisamente più numerosi quelli a medio rischio idraulico (3.712), il 25,3% del totale.

Clicca qui per scaricare il rapporto completo 2018 dell’Ispra

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