Prendono il via in questi giorni gli studi sulla pericolosità sismica del territorio regionale per individuare le azioni necessarie per la riduzione del rischio: conoscere in dettaglio le criticità locali e adottare Piani urbanistici comunali idonei.

Per il monitoraggio la giunta regionale ha stanziato oggi 235 mila euro, a valere sul fondo nazionale della Protezione civile e sul bilancio regionale.

Gli studi verranno effettuati in 19 Comuni di tutte le province liguri, sulla base della criticità sismica e delle indicazioni provenienti da un’ordinanza della Protezione civile. In provincia di Imperia saranno sei i Comuni dove verranno effettuati: Chiusanico, Cosio d’Arroscia, Montegrosso Pian Latte, Pieve di teco, Ranzo, Vessalico; tre quelli in Provincia di Savona: Cisano sul Neva, Onzo, Villanova d’Albenga; quattro i Comuni in Provincia di Genova: Castiglione Chiavarese, Ne, Rezzoaglio, S. Stefano d’Aveto. Sei i Comuni in Provincia della Spezia: Ameglia, Beverino, Borghetto Vara, Brugnato, Carro, S. Stefano Magra.

Al termine degli studi, gli strumenti urbanistici comunali dovranno adeguarsi a quanto emerso, sia in termini di costruzioni degli edifici, sia per eventuali ulteriori studi di pericolosità che si andranno ad aggiungere alla precedente zonizzazione approvata l’anno scorso, per poter intervenire con misure specifiche e ancora più mirate.

«Si tratta di un ulteriore passo avanti compiuto da Regione Liguria che riesce a garantire una maggior tutela del territorio per la riduzione del rischio sismico, tematica molto sentita nella nostra regione», commenta l’assessore regionale alla Difesa del suolo, Giacomo Giampedrone.

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