Il 37,4% delle persone (dati Istat) non partecipa a nessuna attività culturale nell’arco di un anno. Nel Nord Italia meno del 10% dei giovani tra i 20 e i 29 anni va a teatro almeno una volta all’anno. Il prezzo del biglietto non è una discriminante. Sono dati che preoccupano le istituzioni teatrali genovesi, che non vedono nelle nuove generazioni gli spettatori del futuro. L’offerta culturale è ampia, aumentano i biglietti staccati, «ma solo perché sono coloro che già sono abituati alla cultura che tornano più volte – sottolinea Sandra Aloja, della sezione innovazione culturale della Compagnia di San Paolo».

Per questo, complice il bando Open della Compagnia di San Paolo per il 2017 (il prossimo uscirà a marzo), Teatro Stabile di Genova e Teatro dell’Archivolto, che il primo febbraio sanciranno l’unione come Teatro di Genova in una conferenza stampa, cercano persone tra i 19 e i 30 anni che vadano a formare un social media team per raccontare il teatro con un linguaggio e su piattaforme più vicini al pubblico giovane, con l’obiettivo di attirare nuovi spettatori. Scadenza della “call” il 19 febbraio.

Il progetto si chiama Gais (Giovani ambasciatori in scena) e, grazie alla sola promozione “mirata” sul target attraverso Facebook, ha già raccolto quasi un centinaio di proposte. Entro marzo gli aspiranti saranno ridotti a 30. Verranno divisi in gruppi a seconda delle specializzazioni e della competenza tecnica (community management, storytelling, copywriting, videomaking) e riceveranno tre mesi di formazione gratuita sulle potenzialità dell’uso dei social network da parte dello staff di un’azienda genovese specializzata: webvisibility.it, che ha tra i propri clienti Comune di Genova, Costa Edutainment, il Galata Museo del Mare.

Da sinistra Valentina Mossetti, Angelo Pastore, Elisa Serafini, Sandra Aloja

L’attore Matteo Alfonso invece si occuperà della formazione “teatrale”, nel senso che guiderà i Gais anche nei retroscena degli spettacoli. Il dietro le quinte viene considerato fondamentale anche da coloro che hanno già risposto alla call, le cui testimonianze sono già state raccolte in un video; colpisce la convergenza delle idee quando viene chiesto loro come si immaginano il teatro tra 10 anni: un posto dove stare, con bar e wifi, prima e dopo lo spettacolo, magari facendo due chiacchiere con gli attori che vanno alle prove, un’esperienza non limitata allo spettacolo.

«Solo dei giovani possono “catturare” altri giovani», dice Angelo Pastore, direttore del Teatro Stabile. «In questo modo riusciremo a capire come trasformarci per poter essere più attrattivi», aggiunge Alfonso. Tra i primi feedback arrivati su cui i teatri devono riflettere, la difficoltà di trovare informazioni oltre alla trama sul mezzo social e la voglia di scalfire la quarta parete, cercando narrazioni dalla prima prova sino al debutto.

Il Comune di Genova “chiama” i giovani

Elisa Serafini, assessore alla Cultura e Politiche giovanili del Comune di Genova, “benedice” l’iniziativa e ricorda anche altre realtà giovanili già attive sul territorio legate ai teatri, come La Barcaccia per il Carlo Felice o il progetto Intransito per valorizzare il lavoro delle compagnie di under 35.

«Con Start art assegneremo a giovani che vogliono esporre le loro opere gli spazi dell’amministrazione pubblica, poi continueremo la formula degli abbonamenti per i giovani al Carlo Felice, mentre con il bando ReStart sosterremo 80 ragazzi che non studiano e non lavorano, avvicinandoli a realtà culturali, perché con la cultura si lavora e si può trovare una collocazione. Inoltre la call for ideas per proporre nuovi eventi e festival, scardina quella barriera politica che non permetteva ai giovani di avvicinarsi a fare proposte. Abbiamo portato tutto su Internet, il form si compila online».

Valentina Mossetti della segreteria generale dell’Archivolto spiega: «Abbiamo rilevato attraverso un questionario che gli under 30 rappresentano solo il 20% del nostro pubblico, una percentuale ancora inadeguata. Ci rivolgiamo a studenti universitari, ma anche a chi comincia a lavorare». Da marzo a maggio 2018, come primo terreno di sperimentazione, verranno selezionati dai tutor tre/quattro spettacoli su cui i ragazzi lavoreranno per creare contenuti originali. Da settembre sarà attiva una piattaforma web su cui i 10 giovani (dai 30 originari) saranno chiamati a fare da “ambasciatori in scena”, selezionando autonomamente 10-12 spettacoli su cui fare comunicazione social. «L’idea è di aprire la piattaforma anche ad altri teatri», sottolinea Mossetti. I 10 #Gais diventeranno tutor dei nuovi ambasciatori che saranno coinvolti nella stagione successiva, un social media team a tutti gli effetti.

L’Università (alla presentazione era presente il rettore Paolo Comanducci) ha aderito al progetto veicolando il messaggio tra gli studenti. «Vogliamo contribuire a far interessare i giovani al teatro come aspetto di formazione culturale – dice Comanducci – stiamo anche cercando di ricostruire il Centro universitario teatrale, sia per l’aspetto produzione, sia per la creazione di uno spirito critico».

Viene richiesta una disponibilità parziale per tutto il periodo da marzo 2018 a maggio 2019.

Previsto un rimborso spese di 500 euro da spendere per l’acquisto di libri, viaggi, tecnologia, musica. Il curriculum con contributo “motivazionale” (lettera, video eccetera) va inviato a promo@archivolto.it o relazioniesterne@teatrostabilegenova.it.

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