Farmacie: allarme privati!

Farmacie: allarme privati!

punti di vistaNon è c’è ancora niente di sicuro, solo un’ipotesi, ma a Genova l’idea che un’attività gestibile da un privato venga effettivamente affidata a un imprenditore privato mette a disagio, quando non scatena uno psicodramma o cortei e blocchi stradali, possibilmente sotto le finestre del prefetto. Per ora la questione della vendita delle farmacie ha suscitato soltanto brividi esistenziali, timori e tremori, ma non più di tanto, anche perché è soltanto un’ipotesi.

I fatti sono questi. Giorni fa il sindaco Marco Bucci ha accennato alla possibilità di vendere le otto farmacie comunali. Questa mattina, parlando con i giornalisti ha precisato che si tratta soltanto di un’ipotesi discussa in giunta, insieme alla vendita dei bagni comunali. Bagni e farmacie frutterebbero più di 10 milioni di euro. Una bella sommetta, di questi tempi. I lavoratori delle aziende cedute, comunque, ha tenuto a precisare il sindaco, non correrebbero alcun rischio.

Ma l’allarme intanto è partito. Il gruppo consiliare del Pd in una nota stampa avverte: “oggi i presidi territoriali di Quarto, Quinto, Sampierdarena, Sestri Ponente, Molassana, Staglieno e del Cep sono in grado di fornire servizi come la possibilità di ritirare gratuitamente i referti degli esami ospedalieri (dal Galliera), il supporto su questioni quotidiane per l’aiuto fornito ad anziani, disabili, pensionati e lavoratori offrendo altresì convenzioni e fidelity card e la prenotazione di esami e visite specialistiche (come accade in molte farmacie private). Le farmacie comunali sono quindi un patrimonio per la salute fondato su valori sociali di vicinato e solidarietà. Insomma, un primo presidio territoriale socio-sanitario che deve essere salvaguardato”.

«Ma non c’è nessun servizio, a parte quello che riguarda i referti del Galliera – dichiara a Liguria Business Journal il presidente di Federfarma Genova Carlo Rebecchi – offerto dalle farmacie comunali che non venga fornito da quelle private. Le farmacie, è verissimo, sono presidi territoriali socio-sanitari che devono essere salvaguardati, ma non si capisce perché lo siano soltanto quelle comunali e, se diventassero private, perché questo presidio non lo garantirebbero più. Anche perché le nostre farmacie il presidio lo forniscono 365 giorni l’anno ventiquattro ore al giorno. Che io sappia i turni di notte li facciamo soltanto noi. Poi, chiunque entri in una farmacia si rende conto dei servizi e dell’assistenza che possiamo offrire. Nel complesso, il servizio a Genova è abbondantemente coperto, e in ogni caso il passaggio di otto farmacie dalla gestione pubblica a quella privata – sempre che questo avvenga – non toglierebbe proprio nulla ai cittadini».

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