Stati Generali Economia, Mondini: «Costruiamo un osservatorio come a Milano»

Genova oggi e le istanze per la Genova di domani negli interventi introduttivi delle autorità presenti

Cosa sta già succedendo, cosa occorre che succeda per fare in modo che Genova abbia quella spinta necessaria per invertire quella spirale di crisi che si respira da anni? Agli Stati generali dell’economia, i saluti istituzionali sono un modo per fare il punto della situazione, ma anche cominciare a entrare nel merito delle istanze e delle proposte da inserire nell’agenda che verrà aggiornata ogni tre mesi dal termine dell’evento.

La centralità del porto è considerata da tutti fondamentale e il presidente dell’Authority Paolo Emilio Signorini fa il punto dei progetti che si svilupperanno a breve: «La Darsena di Levante è caratterizzata da una certa provvisorietà, pur avendo garantito sempre il Salone Nautico. Abbiamo ricevuto istanze da parte di soggetti interessati e altre potremmo riceverne, il progetto è quindi di dare una sistemazione pluriennale al compendio». A breve (pare entro Natale), verrà pubblicata la gara relativa all’Ente bacini, una durissima e annosa vertenza che riguarda l’area di eccellenza delle riparazioni navali. Anche su Sampierdarena, che ha sofferto di più per l’obsolescenza delle strutture, finalmente si sta arrivando alla stipula delle concessioni entro dicembre. Su Calata Bettolo l’idea di Signorini è sempre quella di aprire a un investitore di livello planetario, cioè Msc, «questa concessione che stiamo definendo è segnale di fiducia per Genova». Sulle aree ex Ilva di Cornigliano da rimettere a gara, l’Autorità di Sistema, insieme con Società per Cornigliano, sta predisponendo la procedura, l’idea sarebbe uno spazio per autoparchi e terminal vuoti, un problema non solo di Genova. Signorini conferma anche che per i depositi chimici attualmente a Multedo la scelta sarà tra area Ilva e la zona della centrale a carbone di Enel. Il presidente dell’Authority resta molto ottimista sul futuro della città: «Ho segnali continui di grandissima attenzione imprenditoriale a questa realtà. Grazie a eccellenze genovesi di cui si parla poco, sarà un futuro roseo».

I trasporti sono l’altro punto nodale, come evidenzia Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio di Genova: «Dobbiamo fare pressioni su Rfi affinché parta con il quadruplicamento dei binari per Milano, altrimenti gli sforzi sul Terzo Valico saranno stati vani». Odone, che è anche presidente dell’Aeroporto di Genova, ha invitato i presenti a scegliere di volare da Genova, visto l’arricchimento dell’offerta (da 26 a oltre 40 destinazioni nella prossima primavera). Odone auspica che questa giornata sia un punto di svolta come è capitato per gli Stati generali della Logistica qualche mese fa, visto che l’economia va velocissima: «Presto da Mortara partiranno 20 treni settimanali per la Cina, che impiegano 18 giorni, mentre le navi 45, dobbiamo dare una scossa alla città, anche dal punto di vista demografico. Nizza ha saputo farlo, da 350 mila abitanti è passata a un milione perché ha saputo gestire un cambiamento».

La volontà di fare sistema e di condividere una visione c’è, lo conferma anche Giovanni Mondini, presidente di Confindustria Genova, che sottolinea come non ci sia nessun motivo di ostacolo affinché grandi aziende possano mettere gli headquarter in città. La proposta degli industriali è, sull’esempio di Milano, di costituire un Osservatorio per misurare l’andamento della città rispetto a indicatori chiave e in confronto con altre città italiane e europee.

Se cresce la città cresce anche l’Università e viceversa. Paolo Comanducci, rettore dell’Università di Genova, indica una delle interdipendenze da cui dipende lo sviluppo anche economico cittadino, la seconda è quella tra economia, società e cultura: «Per anni Genova è stata in una situazione di spirale discendenze, con sfiducia, avversione al rischio, il maniman, ora occorre invertire la mentalità con coraggio e provarci. Dal nostro punto di vista proveremo a ripensare l’offerta formativa, con più corsi in inglese e renderla più attrattiva per studenti del Sud e stranieri, ma dobbiamo però parlare anche di residenzialità e trasporti efficienti, oltre che di bisogno di un interscambio fortissimo con l’industria».

Di cultura nel senso più alto di formazione sociale ed educazione al senso critico, ha parlato anche il cardinale Angelo Bagnasco, che ha auspicato in un «patto d’amore e di responsabilità tra città e cittadini, oltre che di un sostegno reale alla famiglia da parte delle istituzioni, non solo a parole».

In tutto questo la politica che cosa deve fare? Per Edoardo Rixi, assessore allo Sviluppo economico della Regione Liguria, «occorre essere regia, dare risposte, fare sistema, solo così si è competitivi oggi. Genova deve tornare a essere lo snodo principale del Paese. Dal nostro punto di vista speriamo che entro giugno si finalizzi nuovamente l’accreditamento di Ligurcapital presso la Banca d’Italia, in modo da far ripartire le aziende liguri».

Giovanni Toti cita il filosofo Karl Popper: «Il futuro è aperto, dipende da noi e da quello che faremo oggi, domani, dopodomani e dipende da pensieri, speranze, desideri e timori. Il timore ha paralizzato la città. È tempo di avere coraggio».

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