I locali del centro storico di Genova potranno rimanere aperti tutte le sere fino alle 3, mentre gli esercizi di vicinato (tra cui i minimarket) che vendono alcol dovranno chiudere alle 21. Sarà vietato vendere contenitori di vetro o lattine dalle 21 alle 6. Dopo tre sanzioni, i locali saranno obbligati a sospendere la loro attività fino a tre mesi. È quanto prevede la nuova ordinanza del sindaco Marco Bucci per disciplinare la movida nel centro storico presentata dagli assessori comunali al Commercio e alla Sicurezza, Paola Bordilli e Stefano Garassino e approvata dalla giunta. Secondo l’ordinanza, attualmente in vigore, i circoli privati non potranno somministrare alcolici dalle 3 alle 6 pur rimanendo aperti. I locali dovranno chiudere alle 3 e riaprire non prima delle 5. Sarà di 200 euro la multa per chi viene colto in flagrante a buttare rifiuti per terra, urinare per strada o disturbare gli altri.

«Superiamo le criticità della precedente ordinanza che ha creato problematiche al tessuto commerciale senza tenere conto dell’importanza turistica della movida – spiega Bordilli – Uniformiamo gli orari di chiusura dei locali tutti i giorni della settimana: la Genova che vogliamo non può vivere solo due sere alla settimana».

La giunta sta predisponendo nuovi interventi di riqualificazione del centro storico, un nuovo piano interforze per garantire la sicurezza nelle zone critiche, il potenziamento dell’illuminazione, l’introduzione di un sistema uniforme di vetrofanie multilingue esposte nei locali per dare informazioni ai turisti. Garassino annuncia che a breve la Soprintendenza dovrebbe dare il via libera all’introduzione nei vicoli di una vernice anti-urina contro chi sporca. Prevista inoltre l’organizzazione di corsi di formazione nelle scuole superiori per spiegare ai giovani i rischi dell’abuso di alcol, il coinvolgimento dell’Associazione Carabinieri per presidiare vicoli e Sampierdarena.

Positiva la risposta delle associazioni di categoria: secondo Paolo Barbieri, vicedirettore di Confesercenti Genova, «il nuovo testo riesce a coniugare una migliore accoglienza con prescrizioni più severe per i responsabili del degrado, e prevede azioni attive per far sì che chi fruisce del centro storico lo faccia nel pieno rispetto dei residenti e del decoro della città. Per un’associazione di categoria è sempre doloroso parlare di limiti all’attività economica, ma per senso di responsabilità, voglia di lavorare con i residenti ed esperienze degli anni passati ci siamo posti da subito l’obiettivo di ottenere un provvedimento che risultasse equilibrato e calibrato sulle esigenze della comunità del centro storico nel suo complesso e sulle specifiche criticità del territorio. Ovviamente nulla è scritto sulla pietra e la sperimentazione andrà monitorata, così come già avvenuto per altri provvedimenti».

1 COMMENTO

  1. Si prega chi di dovere di controllare i minimarkat gestiti da stranieri che continuano tranquillamente a tenere aperto tutta notte e a vendere birra e alcoolici. A mio avviso continua a mancare la parte controlli, e senza questi è inutile emanare ordinanze.

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