Ammontano a oltre un milione di euro i danni al manto stradale provocati dagli scavi per la posa dei cavi della fibra ottica nel Ponente di Genova. Se n’è parlato in commissione Territorio e sviluppo delle vallate, presieduta da Marta Brusoni (Vince Genova).

Il cablaggio è a cura di Open Fiber, azienda che in 3 anni porterà la fibra ottica in 330 mila unità immobiliari genovesi.

Le trincee per le fibre ottiche secondo l’assessore competente Paolo Fanghella, hanno devastato 16 chilometri di strade: «Questo succede – dice – perché spesso a eseguire i lavori di scavo sono società in subappalto, che non rispettano il regolamento di rottura suolo e non sono controllate. Di conseguenza si creano forti disagi a causa delle difformità del manto stradale nonché situazioni di pericolo soprattutto per le moto».

Open Fiber ha assicurato che dal 1° agosto i suoi direttori operativi controllano quotidianamente i cantieri delle imprese mandatarie, intervenendo in caso di inadempienze.

«Le procedure per la rottura suolo prevedono che i ripristini del manto stradale vengano eseguiti entro sei mesi da fine cantiere – ricorda Fanghella – e a carico delle imprese esecutrici o, in alternativa, che le imprese corrispondano al Comune i costi del rispristino, che viene poi affidato ad Aster. A questo proposito, è stato richiesto all’azienda di aggiornare il prezziario, che sarà poi valutato dalla giunta, dato che il vecchio non è più idoneo».

In questo modo, si potrà meglio utilizzare la seconda opzione in tema di rifacimento strade, maggiormente cautelativa per il Comune anche perché, come rilevano i commissari e i rappresentanti dei Municipi, i cittadini e la polizia municipale continuano a segnalare i problemi e i disagi provocati dalla gestione dei lavori legati, non solo al cablaggio ma anche alle grandi utenze.

 

 

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