Il Pd chiede la convocazione di una Commissione urgente agli assessori Matteo Campora (Ambiente) e Pietro Piciocchi (Bilancio) per avere chiarimenti sulla questione Amiu.

Quattro i punti su cui i consiglieri Cristina Lodi, Stefano Bernini, Alberto Pandolfo e Alessandro Terrile, hanno evidenziato criticità urgenti: quanti sono gli extracosti nel 2017?

«Il 2015 e il 2016 sono stati coperti dal debito bancario, ma siccome Scarpino non è ancora aperta e i siti del basso Piemonte sono stati chiusi, è evidente che nel 2017 aumenteranno – dice Lodi – dove prenderanno i soldi? E dove porteranno i rifiuti?»

Il Pd cita anche l’impianto di valorizzazione della materia che è un obbligo di legge e di cui non s’è ancora discusso da nessuna parte, nel piano programmatico che verrà discusso oggi in consiglio c’è un breve accenno allo studio di “impianti in un’ottica di recupero energetico, di pari passo con l’adozione delle migliori tecnologie a garanzia della compatibilità aziendale”. Vista l’urgenza della questione sarebbe stato utile avere già una situazione molto più definita, secondo il Pd.

Per i consiglieri dell’opposizione sarebbe inoltre importante capire come si intende potenziare la raccolta differenziata, visto che la multa da parte della Regione Liguria è stata di 300 mila euro.

«Temiamo che nel 2018 il rischio di aumento della Tari sia molto probabile, nonostante quello che dicono Bucci e la giunta», evidenzia Lodi.

 

Senza gli investimenti sugli impianti, che garantiscono ricavi, quale sarà il futuro di Amiu? «Il rischio è di perdere competitività sul mercato regionale – dichiara Bernini – e quando ci sarà la gara nel 2020 si potrebbe andare a pescare altrove. Oggi la riduzione dei costi ha già impattato sulla parte pulitoria, privilegiando cooperative che pagano poco i lavoratori».
Bernini teme l’interessamento degli operatori privati che intendono investire in questo business e lascia trasparire un’indiscrezione secondo cui nella proposta di Spinelli per il Terminal rinfuse, sia contenuto anche il trattamento rifiuti. Senza dimenticare l’interesse della criminalità organizzata per il settore.

L’altro timore dei consiglieri dell’opposizione riguarda le azioni di Iren: «Se il Comune pensa di riempire il buco con i denare di Iren è come se decidesse di scaldarsi bruciando le persiane nella stufa – dice Terrile – una cifra che non sarà risolutiva, perché al momento non rileviamo strategie chiere. La cessione significa che i Comuni conteranno di meno e la scissione di Fsu, la Finanziaria Sviluppo Utilities che è partecipata dai Comuni di Torino e Genova e che detiene il 35,54% del capitale ordinario e il 33,30% di quello complessivo, è un pericolo perché così si indebolirà la parte pubblica di Iren e il peso del Comune di Genova, magari anche in termini di rappresentanza». «Torino ha spinto per la vendita delle azioni – aggiunge Bernini – ma intanto se le comprerà Banca Intesa, che è legatissima al Comune e al territorio, noi non abbiamo nessuna banca che può acquistarle».

Pandolfo chiede anche chiarimenti su Amiu in qualità di società partecipata: «Entro fine mese – secondo quanto prevede la legge Madia, entro fine settembre il Comune deve terminare la ricognizione, mentre leggiamo nel documento programmatico che intende crearne una nuova per la valorizzazione delle aree del Waterfront».

Tornando alle questioni tariffarie, la legge italiana prevede che i costi dello smaltimento debbano essere caricati sulla Tari, non è più possibile l’escamotage utilizzato dal cambio giunta, l’impressione, secondo quanto detto dai consiglieri di opposizione, è di una Genova immobile da questo punto di vista, mentre il territorio circostante sta risolvendo la questione. Che si attendano le politiche del 2018 prima di mettere mano alla questione?

 

 

 

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