Chiusura piatta per la Borsa di Milano: il Ftse Mib finale segna 21.726,21 punti (-0,09%), l’all share (-0,19%).

Tra i titoli occhi ancora puntati su Fca, visto che riemergono rumor sulla fusione con Hyundai (+0,24%). Contrastati i principali finanziari, Mediobanca +0,64%,
Intesa Sanpaolo +0,85%, Banco Bpm +0,99%. Mentre Unicredit
cede lo 0,11% e Ubi lo 0,41%.

Nel comparto dell’energia in calo Enel che scende dello 0,29% e A2a dello 0,65%. In
controtendenza Eni che sale dello 0,15%. Telecom Italia inverte la rotta dopo una giornata fiacca in attesa di sviluppi sul fronte dei rapporti con il governo, e guadagna lo 0,43%. Mediaset, al contrario, segna -0,43%.

Le Borse europee hanno chiuso in calo, penalizzate dal super euro e dall’andamento incerto di Wall Street. Londra è rimasta chiusa per festività, Francoforte arretra dello 0,37%, Parigi lo 0,48%.

Il prezzo del petrolio ha aperto in calo a New York. I contratti sul light crude con scadenza a ottobre cedono 23 centesimi a 47,64 dollari al barile. L’uragano Harvey, che si è abbattuto sulle coste del Texas, ha ha fatto crescere le quotazioni del Brent ma non del
Wti e sta facendo impennare i prezzi del gas.

Vola l’euro, dopo il vertice di Jackson Hole, la moneta unica viene ora scambiata a 1,1972 dollari, sui massimo di giornata e non lontano da quota 1,20 dollari. In rialzo anche sullo yen a 130,71. Draghi, il presidente della Bce non ha segnalato la preoccupazione per i rialzi della moneta unica, un timore che la stessa Bce aveva registrato nelle sue ultime minute.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi chiude a 171 punti contro i 172 punti dell’apertura. Il
rendimento del decennale è al 2,08%. Il differenziale tra Bonos e Bund si attesta a 110 punti per un tasso dell’1,47%.

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