“L’inserimento di un microchip nelle divise dei ventiduemila dipendenti Asl della Liguria è un fatto delicato su cui chiediamo al più presto la massima chiarezza. È grave che sia accaduto nel silenzio generale. Chiediamo che l’assessore Sonia Viale esponga al consiglio cosa sta accadendo e chi ha deciso l’inserimento di un vero e proprio Gps nelle divise dei lavoratori della sanità ligure”. È quanto dichiarano in un comunicato congiunto Raffaella Paita, capogruppo del Pd in Regione Liguria, Pippo Rossetti, Giovanni Lunardon e Valter Ferrando, consiglieri del Pd in Regione Liguria. “Questo provvedimento – si legge ancora nel comunicato – anche se fosse utilizzato per restituire senza errori i capi usciti dalla lavanderia, come dichiarano i direttori degli ospedali interpellati dal giornalista Giuseppe Filetto sul suo articolo pubblicato da Repubblica, è in ogni caso potenzialmente lesivo della privacy dei lavoratori, i cui spostamenti possono essere intercettati e monitorati minuto per minuto. Siamo stupiti che una decisione che consente la raccolta di dati sensibili non sia stata oggetto di un accordo sindacale e di una opportuna informativa dei dipendenti. Vogliamo sapere chi ha preso questa decisione, con quali motivazioni, in quali e quanti ospedali è stata già messa in atto. Non può passare sotto silenzio un provvedimento che lede la libertà dell’individuo”.

 

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