È l‘Iclas di Ripallo, accreditato dal sistema sanitario nazionale, l’unico ospedale in Liguria dove si riparano le valvole aortiche con chirurgia mininvasiva, a basso trauma, con un rapido recupero post operatorio e con meno complicazioni operatorie rispetto a interventi più tradizionali. Lo annuncia Gvm Care&Research, gruppo del quale fa parte l’istituto di Rapallo..

«Coronaropatia e valvulopatie, cioè le malattie delle arterie coronarie e delle valvole cardiache, costituiscono i principali campi d’azione cardiochirurgica – spiega il dottor Roberto Coppola, responsabile dell’Unità di Chirurgia cardio-toraco-vascolare dell’Iclas – e il nostro centro si caratterizza per un’attività il più possibile improntata all’adozione di metodiche a basso trauma psicofisico. L’obiettivo in caso di ostruzione dei vasi coronarici è ripristinare, in tempi rapidi, l’irrorazione del muscolo cardiaco: un’ischemia (sofferenza) prolungata dell’organo comporta un alto rischio d’infarto. Nella stragrande maggioranza dei pazienti coronaropatici “costruiamo” dei ponti (by-pass) tra aorta e coronarie scavalcando gli ostacoli grazie all’utilizzo di entrambe le arterie mammarie. Il loro impiego garantisce, rispetto ai segmenti di origine venosa, una migliore durata del by-pass a lungo termine. In alcune circostanze, l’intervento può essere effettuato con tecnica ibrida: il cardiochirurgo procede al by-pass con arteria mammaria sul vaso principale del cuore (l’interventricolare anteriore) tramite minitoracotomia sinistra; poi, se necessario, la rivascolarizzazione può essere completata dall’emodinamista attraverso una o più angioplastiche. È una procedura a cuore battente e in anestesia generale; non richiede la circolazione extracorporea e trova indicazione soprattutto nei soggetti fragili o d’età avanzata».

«In persone affette da patologia coronarica estremamente grave e portatrici di problematiche polmonari e neurologiche di rilievo – continua il dottor Coppola – nelle quali lo stress ortopedico derivante dall’apertura dello sterno e l’intubazione in anestesia generale possono complicare il già precario quadro clinico, ma che d’altro canto presentano lesioni ad alto rischio per l’angioplastica tradizionale, eseguiamo angioplastiche in anestesia locale con circolazione extracorporea posizionata per via femoro-femorale. Per il trattamento chirurgico delle valvulopatie – continua il dottor Coppola – da ormai 7 anni l’approccio alle valvole mitrale e tricuspide, oppure combinato (mitrale+tricuspide) nonché la risoluzione dei difetti interatriali seguono i criteri e le modalità della mininvasività. Stessa cosa per la valvola aortica isolata e la doppia sostituzione valvolare mitrale-aortica. Concentrando l’attenzione sulla valvola aortica, va segnalata un’altra peculiarità di ICLAS: la ricostruzione valvolare in condizioni in cui i lembi non risultino già compromessi da calcificazione. Dunque in situazioni d’insufficienza funzionale o causata dal prolasso di una o più cuspidi. Patologia riscontrabile spesso negli individui più giovani (20/60 anni) e non di rado associata ad un aneurisma dell’aorta a livello del bulbo. La ricostruzione è nei fatti l’alternativa alla sostituzione valvolare con protesi meccaniche il cui innesto obbliga a terapie anticoagulanti a vita».

A Iclas vengono praticate altresì la tecnica MitraClip, dedicata ai pazienti affetti da insufficienza mitralica severa, ma che presentano un elevato rischio dal punto di vista clinico per essere sottoposti all’intervento chirurgico tradizionale, e Neochord, metodica mininvasiva nata dall’intuizione di un cardiochirurgo italiano, il dottor Giovanni Speziali, allo scopo di ridurre e annullare l’insufficienza mitralica degenerativa conseguente al prolasso o alla fluttuazione di un lembo valvolare.

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