Risarcimenti diversificati per residenti (che riceveranno 40 mila euro aggiuntivi) e titolari di attività economiche di via Ferri 10, a Fegino, edificio che sarà demolito per consentire la prosecuzione dei lavori sul nodo ferroviario di Genova. Gli indennizzi sono previsti in base alla nuova versione del Pris (Programma regionale di intervento strategico). Lo sancisce l’intesa, siglata oggi, tra Giacomo Giampedrone, assessore regionale alle Infrastrutture della Regione Liguria, il vicesindaco di Genova Stefano Bernini e Mariano Cocchetti, responsabile del progetto di potenziamento del Nodo ferroviario.

Il Pris (Programma regionale di intervento strategico, LR 39/07 e smi) da un lato punta a tutelare abitanti e titolari di attività economiche che occupano immobili nelle zone interessate dalla realizzazione delle grandi opere di interesse strategico e, dall’altro, agevolare la realizzazione dell’infrastruttura, consentendo alle aziende di ricollocarsi per proseguire la propria attività.

Se in un primo momento il progetto approvato dal Cipe prevedeva il solo indennizzo per la demolizione della caserma dei carabinieri, adiacente a via Ferri 10, con questo intervento vengono tutelati anche altri soggetti interferiti dal Nodo, appunto i nuclei familiari delle 4 unità abitative e l’attività economica al civico 10 di via Ferri. L’indennizzo sarà effettuato sulla base della nuova versione del Pris, modificata dalla nuova legge regionale: «Per la prima volta – spiega Giampedrone – abbiamo diversificato l’indennizzo tra cittadini privati e attività produttive, per le quali non è prevista una somma prestabilita, ma proporzionata rispetto al fatturato dichiarato nell’anno precedente». In base all’intesa, oltre all’indennizzo per l’immobile, è previsto anche un riconoscimento aggiuntivo di 40 mila euro per nucleo familiare.

La firma dell’intesa

«Questi condomini – aggiunge l’assessore – avrebbero ricevuto un danno dall’opera pubblica in questione in quanto la loro palazzina non era compresa nel progetto approvato dal Cipe e quindi esclusi dai benefici anche se interessati dalle esigenze di cantiere». Altra aggiunta, riguarda la destinazione finale dell’area, che sarà di proprietà dell’amministrazione comunale: «Una volta demolito l’edificio, l’area diventerà di proprietà pubblica – spiega il vicesindaco Bernini – E verrà realizzato un parcheggio, decisamente ambito in quella zona».

Il costo complessivo del progetto per il potenziamento del Nodo ferroviario di Genova è di circa 640 milioni di euro.
Termine previsto dei lavori: dicembre 2021

Con il passaggio odierno riprendono i lavori sul Nodo di Genova che, stando a quanto afferma il responsabile del progetto Cocchetti, sarà completato non prima di dicembre 2021: «Si tratta di un progetto molto complesso, ricordiamo che andiamo a scavare sotto i palazzi, quindi non si tratta di una cosa da poco, ma allo stesso tempo riteniamo che il 2021 sia un obiettivo credibile e raggiungibile – afferma – Di fatto il progetto non si è mai fermato, solo rallentato: ora finalmente sta riprendendo con la rimessa in gara di alcuni lavori, tra cui il collegamento con il porto di Voltri, altri succederanno quest’estate, come il completamento dello scavo delle gallerie. Siamo determinati, questa è un’opera prioritaria». I lavori, come ha ricordato Cocchetti, comporteranno la realizzazione di una nuova coppia di binari destinati ai treni a lunga percorrenza. Di conseguenza, sugli attuali binari tra Voltri e Brignole viaggeranno i soli treni regionali. «La rete – aggiunge Cocchetti – sarà resa più efficiente anche grazie all’utilizzo di sistemi ad alta tecnologia».

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