Genova: Bucci e Crivello, caccia al voto di astenuti e grillini

Genova: Bucci e Crivello, caccia al voto di astenuti e grillini

Ora, a Genova, è caccia a chi si è astenuto e al voto dei grillini rimasti senza il loro candidato. Con 253.000 elettori (quasi il 52%) che non hanno votato il serbatoio degli astenuti è grosso e potrebbe risultare decisivo nel duello finale tra Marco Bucci (88.781 voti, 38,80%, e Gianni Crivello, 76.407 voti, v 33,39%.

E la sinistra è convinta di essere stata penalizzata dalla sfiducia nel gioco elettorale più della destra e dell’M5S. Lo ha affermato ieri il segretario genovese Alessandro Terrile e lo dimostrano le ultimissime dichiarazioni di Crivello che invita i genovesi a non lasciare la loro città in mano alla Lega, a Salvini, eccetera. Slogan peraltro già adoperati nella campagna elettorale che sembra non abbiano convinto gli elettori: nonostante le ripetute comparsate nel capoluogo ligure del leader del Carroccio Matteo Salvini, i genovesi non si sono spaventati, non hanno visto nei raduni con le bandiere verdi il ritorno delle camicie nere. In effetti, di tutte le emozioni che il dirigente regionale della Lega, Edoardo Rixi, può ispirare la paura sembra la meno congrua. Inoltre a livello comunale non si pongono i problemi di relazioni con l’Unione europea e uscita dall’euro sui quali la Lega potrebbe suscitare preoccupazioni nei moderati del centrodestra.

Va anche detto che il Carroccio non sembra affatto avviato a una marcia trionfale: a queste elezioni ha ottenuto il 12,95% ma alle ultime consultazioni, quelle regionali del 2015, aveva raggiunto il 16,67%. Erano elezioni diverse, in contesti diversi, comunque il paragone può fare riflettere. L’allarme antifascista di Crivello è parso a molti bolso, pretestuoso, stile anni Settanta come i pantaloni a zampa d’elefante. Ma ora il candidato del centrosinistra si rivolge soprattutto agli elettori di sinistra, a quelli del Pd che non sono andati a votare ma anche a quelli di Putti: volete consegnare la città a Salvini? È un appello che per alcuni dovrebbe funzionare, bisogna vedere per quanti.

Nel caso di Bucci la domanda è: ha ancora margini oppure quello che poteva raccogliere l’ha raccolto al primo turno? Un certo potenziale di voti potrebbe essere racchiuso nel 18% ottenuto da Luca Pirondini e l’M5S. Pirondini, i militanti e molti elettori di M5S detestano Berlusconi e tutto ciò che ha a che fare con lui, ma anche il Pd. E il candidato sconfitto oggi ha in pratica invitato gli elettori grillini a votare scheda bianca. Tuttavia la voglia di mettere fine all’egemonia del Pd c’è in molti elettori dei Cinque Stelle, tanto più che il partito di Grillo ha sottratto voti a tutti gli schieramenti, alcuni di questi voti vengono da destra e a destra potrebbero – provvisoriamente, giusto per assestare una mazzata al Pd – tornare.

Ci sono anche i voti delle liste minori, in primis quelli di GE9SI di Arcangelo Merella, quasi il 2%. A chi andranno? Insomma, è tutto da vedere: Bucci parte in vantaggio ma la previsione è meglio formularla a posteriori, come hanno sempre fatto i profeti più accorti.

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