Luca Borzani lascia la presidenza del Palazzo Ducale di Genova.Con l’elezione del nuovo sindaco si chiude, da statuto – annuncia Borzani – il mio secondo mandato come presidente di Palazzo Ducale. Sono stati otto anni intensi, faticosi ma anche straordinari. Da poche migliaia di visitatori Palduc ne accoglie dal 2010 oltre 500mila l’anno con una media di 300mila paganti l’anno (più di tutti i musei della Liguria) ma soprattutto è diventata un’istituzione autorevole e riconosciuta a livello nazionale e internazionale. All’inizio pochi hanno creduto a questa scommessa insieme civile e culturale ma oggi, e questo è davvero motivo di orgoglio, nessuno più ricorda il vuoto del “vecchio” Palazzo Ducale. Perchè Palazzo Ducale è stato davvero dentro la città, ha trasmesso un’ idea di fare cultura per tutti, come strumento per affrontare il mutamento e le trasformazioni che hanno investito la vita di ciascuno. Le migliori voci della cultura internazionale sono passate in questi anni da Palazzo Ducale trasformando ciò che per Genova era eccezionale in normalità. E poi nonostante la pesante riduzione di risorse il conservare sempre il bilancio in attivo o pareggio. Anche questo è stata una rottura con una logica salottiera ed elitaria oltre che provinciale della vecchia cultura”.

“Oggi Palazzo Ducale – precisa Borzani – costa infinitamente meno ai contribuenti genovesi. E tutte le attività rimandano a finanziamenti propri o di privati. Ed è un altro motivo di orgoglio. Ma il cuore del nostro lavoro è stata un’idea di cultura non separarata dalla dimensione civile, solidale, educativa, critica. Una cultura della responsabilità. A chi mi succederà lasciamo i conti in ordine, una programmazione importante per il prossimo anno, un modello del tutto originale nel nostro paese. Ho scritto più volte al plurale perchè in questi anni Palazzo Ducale è stato una vera rete diffusa di saperi e conoscenza, di collaborazioni di tante intelligenze e soprattutto una squadra di altissima professionalità consapevole di lavorare per la città. Per quanto mi riguarda il non aver ricevuto alcun compenso per la mia attività è ampiamente compensato dai risultati ottenuti e dalla possibilità di fare questa esperienza. So di non aver avuto padroni o padrini, di essermi sempre assunto la mia responsabilità personale di aver sempre risposto innanzitutto alla città e al nostro pubblico, di aver privilegiato la dimensione dell’impegno civile nell’età della politica autoreferenziale e della crisi della partecipazione democratica. Una nuova stagione inizia. E come sempre è stato nella mia vita so che ci saranno altre scommesse, altri modi per continuare a dare ciò che posso ancora dare alla città”.

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