La Borsa di Milano ha concluso in guadagno: Ftse Mib a +1,26%. La svolta della giornata è stata la proposta di Intesa Sanpaolo sulle banche venete: in un comunicato si è detta pronta a rilevare certe attività e passività facenti capo alla Banca Popolare di Vicenza e a Veneto Banca. Sono esclusi dal perimetro dell’eventuale acquisizione i crediti deteriorati, quelli in bonis ad alto rischio, le obbligazioni subordinate, nonché partecipazioni e rapporti giuridici considerati non funzionali. Intesa esclude aumenti di capitale e prevede il pagamento “di un corrispettivo simbolico”.

A trainare quindi i bancari: Ubi guadagna il 5,1%, Bper il 4,5%, Unicredit il 3,6%. Intesa +2,4%. In fondo al listino Moncler che cede il 2%. Banca Carige cede lo 0,2%, nel giorno in cui Paolo Fiorentino è stato nominato nuovo amministratore delegato.

Milano ha chiuso in controtendenza rispetto alle altre borse europee: Londra -0,33%, Francoforte -0,32%, Parigi -0,37%.

Il petrolio continua a soffrire: la materia prima è entrata in una fase ribassista e questo sta preoccupando gli investitori, già allarmati per l’offerta in eccesso. Il Wti è sceso a 42,6 dollari al barile, il Brent a 44,85.

Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso in lieve calo a 163 punti base dai 164 della chiusura di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano è all’1,89%.

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