Utile netto 2016 pari a 15,1 milioni di euro (+4,3% rispetto al 2015), dividendo unitario 0,12 euro, invariato rispetto all’esercizio precedente, raccolta diretta 2.445 milioni (+12,3%), impieghi 1.627 milioni (+8,0%), depositi titoli 4.400 milioni (+0,2%) sono i dati princiapli del bilancio 2016 approvato dell’assemblea della Banca Passadore & C., che nel primo trimestre 2017 registra un’ilteriore crescita.

Il risultato dell’esercizio determina un roe pari al 9,03% e sotto il profilo gestionale, senza cioè considerare le contribuzioni straordinarie versate per il salvataggio delle banche in default, si configura come il migliore della storia della banca per il quinto anno consecutivo.

A fine 2016 il coefficiente patrimoniale “Cet 1 ratio” si attesta al 13,51%, valore pari a più del doppio del corrispondente coefficiente di capitale richiesto dalla Banca d’Italia in occasione del periodico processo di revisione prudenziale (“Srep”). L’ assemblea, nella sua parte straordinaria, ha altresì deliberato il trasferimento a capitale di parte delle riserve disponibili con conseguente aumento gratuito del capitale sociale da 50 a 100 milioni di euro.

Prosegue il piano di espansione territoriale: dopo la recente apertura della filiale di Alba, la banca è oggi presente con 23 punti operativi in 7 Regioni e 16 città; tutte le filiali e agenzie della Banca hanno contribuito in misura determinante al raggiungimento dei brillanti risultati ottenuti nel 2016.

Passadore &C. procede con decisione nella realizzazione del proprio programma di investimenti nel campo dell’innovazione digitale: tra i diversi progetti in corso, nei prossimi mesi verrà lanciata la nuova App di mobile banking denominata “MB+”, integralmente realizzata dalla Banca in esclusiva per i propri clienti.

Il primo trimestre del 2017, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, registra per la banca un’ulteriore importante crescita in tutti i principali dati patrimoniali: la raccolta aumenta del 6,9%, i titoli in deposito della clientela dell’8,2% e i finanziamenti del 7,4%. L’utile netto trimestrale, di 4 milioni e 467 mila euro, è superiore a quello preventivato e lascia prevedere un utile per l’intero esercizio non troppo discosto da quello particolarmente favorevole del 2016.

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