Calano la popolazione, le imprese attive, il movimento portuale, gli impieghi (i finanziamenti bancari), ma anche i protesti bancari e i fallimenti dichiarati, per contro crescono valore aggiunto, presenze turistiche ricettive, i depositi bancari, ma anche la disoccupazione. È il quadro del 2016 dipinto da Unioncamere nel consueto rapporto annuale sull’analisi socio-economica del contesto ligure.

Il documento evidenzia che sono 726 le imprese in meno rispetto all’inizio dell’anno: si è registrato il minimo storico degli ultimi anni per quanto riguarda le iscrizioni, mentre le cessazioni hanno ripreso a crescere.

Il commercio è il settore più in crisi (oltre mille attività perse).

Duemila in meno gli occupati in Liguria (610 mila), in aumento i disoccupati (4 mila), con un tasso del 9,7%.

Per quanto riguarda le assunzioni programmate, il 2016 registra un aumento del 5% rispetto all’anno scorso, ma il 70% di queste è “a termine”. Il dato inconfutabile è che le imprese esportatrici e impegnate nell’innovazione, sono più propense ad assumere rispetto alla media.

L’export in Liguria è cresciuto del 7,7%, sfondando quota 7,3 miliardi (di cui 4 extra Ue). Le esportazioni risentono ovviamente della “vocazione” territoriale delle imprese: in provincia di Genova al primo posto ci sono Navi e imbarcazioni (13,8% del totale in euro), seguiti da macchine di impiego generale (10,1%), nel savonese primeggiano i cosiddetti “altri prodotti chimici” (cioè quelli non di base) con il 41,2%, seguiti da prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (18,9%). In provincia di Imperia prevalgono i prodotti vegetali di bosco non legnosi (15,3%) e i prodotti di colture agricole non permanenti (12,9%), nello spezzino Navi e imbarcazioni (24,9%), seguite da Armi e munizioni (23%).

Sul movimento container si registra il crollo a Savona, con un -44,31%, per contro Genova ha aumentato del 2,45% (i numeri sono molto diversi: a Savona si parla di 54 mila teu, a Genova di quasi 2,3 milioni).

Il rapporto sofferenze/impieghi per quanto riguarda il settore bancario, è di poco inferiore alla media nazionale: 10,05% contro il 10,57%, ma le province di Savona e La Spezia sono molto più alte con rispettivamente l’11,39% e il 14,28%.

Per approfondire Rapporto Liguria 2016 Unioncamere

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