Guai a fidarsi dei nomi, illudendosi di poter mettere ordine nel fluire delle cose apponendo etichette. Ci si allontana ancora di più dal reale. Questo vale in ogni caso, e tanto più quando si tratta di politica, ambito in cui il gioco delle apparenze può dare le vertigini.

Viene in mente pensando a una vicenda che tocca Genova e la Liguria. Oggi il quotidiano La Stampa pubblica un’intervista a Giovanni Toti in cui il governatore ligure sostiene l’ipotesi del partito unico del centrodestra. È un’ipotesi che Toti ha avanzato più volte e finora è stata avversata soprattutto da chi teme un centrodestra “populista”, egemonizzato dalla Lega Nord di Matteo Salvini. Tanto più che Toti governa la Liguria sorretto da una maggioranza dove appunto la Lega è il partito più forte.

C’è quindi chi vede il presidente della Liguria come il sostenitore, alla corte di Arcore, della linea populista- estremista, anti- Ue e anti- euro, linea alla quale si contrappone    Stefano Parisi, con il suo movimento Energie per l’Italia, che da mesi propone la rinascita di un centrodestra su base moderata.

Ieri, però, Parisi ha incontrato il candidato sindaco del centrodestra a Genova, Marco Bucci, e ha annunciato l’intenzione di sostenerlo. L’amministratore unico (o ormai ex amministratore?) di Liguria digitale secondo il leader di Energie per l’Italia è «il candidato ideale». Ora Bucci, che effettivamente tutto può sembrare tranne che un populista, un estremista, ecc…, è stato scelto da Edoardo Rixi, assessore regionale leghista, segretario del Carroccio ligure e uno dei vice di Salvini. Con l’approvazione di Toti.

Nomina nuda tenemus? Nessuna verità, nessuna certezza? Non esageriamo, basta evitare i luoghi comuni.

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