Economia globale ancora su una traiettoria di crescita. Sebbene complessivamente inferiori alle aspettative degli analisti, i principali dati Usa (Ism manifattura e servizi, salari non agricoli, nuove richieste di disoccupazione) hanno continuato a mantenersi compatibili con un saggio di crescita annuo del Pil attorno al 2%. Incoraggianti, per l’Eurozona, la dinamica di Pmi composito e vendite al dettaglio, nonché il trend di stabilizzazione osservato sulle riserve valutarie cinesi.

Sorprendente resilienza delle principali asset class di tipo rischioso, che non hanno registrato correzioni significative, nonostante le tensioni geopolitiche (attacco missilistico in Siria e apprensioni su possibili azioni dell’amministrazione Trump anche in Corea del Nord). La volatilità dei risky asset è rimasta contenuta: il Vix ha chiuso venerdì a 13,43, lo S&P 500 si trova poco al disotto del suo massimo d’anno, così come i principali indici rappresentativi della dinamica dei mercati azionari europei ed emergenti.

Tassi: i movimenti dei rendimenti del decennale americano (ora a 2,3715, dopo una settimana caratterizzata da un andamento laterale) e tedesco (a 0,215, mentre scriviamo, in ulteriore flessione, negli ultimi giorni), si inquadrano in una più generale dinamica di ri tracciamento iniziata a metà marzo.

Il petrolio torna sopra a 50 dollari al barile, sull’onda delle tensioni geopolitiche, e degli sforzi concertati dei Paesi Opec nel tenere sotto controllo l’offerta aggregata.

Strategia: ancora moderatamente positivi sugli asset rischiosi. Tattica: atteggiamento complessivamente cauto, specie per il periodo maggio/settembre.

Il contesto macroeconomico atteso dovrebbe continuare a sostenere, nel medio periodo, le classi di attivo di tipo rischioso. Gli esperti continuano a pensare tuttavia che, nel corso dei prossimi mesi, sia opportuno mantenere un approccio complessivamente cauto: ritengono probabile che l’intensità e il vigore della dinamica di ripresa reflazionistica sperimentata negli ultimi mesi dall’economia globale abbia indotto molti analisti a rivedere eccessivamente al rialzo le aspettative di crescita economica, di accelerazione dell’inflazione, e l’impatto positivo di questi trend sugli utili aziendali. Statisticamente, il periodo maggio/settembre risulta il meno favorevole alle performance dei mercati azionari, e più in generale dei risky asset (corporate hy, debito emergenti ecc.). Una comparazione tra i rendimenti di mercato degli ultimi sei mesi per Azionario Nord America, Europa e Pacifico e rendimenti medi di lungo periodo continua a mostrare  che l’azionario economie avanzate ha registrato, di recente, performance difficilmente sostenibili, nel lungo periodo.

Si apre la stagione degli utili: pubblicazione dei risultati societari di Jp Morgan e Citigroup (13 aprile). Attesi in settimana anche i risultati di Well Fargo & Co., Prada Spa e Tesco Plc Così come per l’attuale consensus macro, gli esperti ritengono elevata la probabilità che le attuali aspettative degli operatori sulla crescita degli utili possano essere eccessivamente ottimistiche, circostanza che potrebbe generare un aumento della volatilità, nel corso delle prossime settimane.

Attesi dati, il 14 aprile, delle vendite al dettaglio Usa (consensus Bloomberg mediano ex auto: 0,1%; prec.: +0,2%). Visti i segnali incoraggianti forniti dalle indagini campionarie, e la dinamica degli indicatori di tendenza, ci si aspetta che questa statistica continuerà a generare segnali di tenuta per i consumi.

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