Genova: la Lega rinuncia al Cap, domenica convegno allo Star Hotel

Genova: la Lega rinuncia al Cap, domenica convegno allo Star Hotel

La Lega Nord rinuncia al Cap e terrà il suo convegno sul lavoro, domenica prossima, allo Star Hotel di Genova. Lo annuncia Edoardo Rixi, segretario regionale del Carroccio e assessore allo Sviluppo economico della Regione, dopo che ieri sera il direttivo del circolo di via Albertazzi aveva chiesto ai leghisti di spostare la sede della manifestazione per problemi “di ordine pubblico”.

«Abbiamo scelto questa città – spiega Rixi – per parlare di lavoro, perché Genova è un posto dove si lavora. Non ci interessano le polemiche e gli scontri. Per questo, sebbene riteniamo inaccettabili le minacce, abbiamo deciso, con il segretario Matteo Salvini, per il bene della città e per non dare alibi ai teppisti dei centri sociali, di accogliere l’appello del Cap e di fare il nostro incontro altrove. Domenica 30 aprile dalle 10.30 saremo quindi allo Star Hotel President di Genova per approfondire tematiche sul lavoro con chi vorrà esserci e con la promessa che da giugno, quando sarà eletto il nostro candidato sindaco Marco Bucci, episodi come questi non accadranno più. Libertà e democrazia al primo posto, chiuderemo centri sociali illegali e violenti».

Fine della vicenda, che può suggerire qualche riflessione. La prima è che essere una città “simbolo dell’antifascismo”, come si dice spesso, ha le sue conseguenze. Non è che chiunque a Genova possa parlare dove e quando vuole. Come in molte altre città italiane, in nome della libertà anche a Genova non possono parlare in pubblico, se non protetti dalle forze dell’ordine, Salvini, Berlusconi, Casa Pound e altri, anche le “Sentinelle in piedi”, che si limitano appunto a stare in piedi, in silenzio, con un libro in mano, hanno bisogno del cordone di poliziotti e carabinieri. Inoltre qui ci sono  i “luoghi simbolici”, e il Cap è uno di questi.

Infine, lascia perplessi l’affermazione di Rixi, per cui «quando sarà eletto il nostro candidato sindaco Marco Bucci, episodi come questi non accadranno più». Non se ne vede il motivo, anzi, è possibile che con Bucci sindaco – se davvero sarà Bucci a vincere – questi episodi si moltiplichino. Per quanto l’ex alto dirigente di Carestream possa essere un manager accorto ed esperto, e abbia più volte dichiarato di escludere operazioni di “macelleria sociale”, la sua amministrazione subentrerebbe a decenni di potere di Pd-Pds-Ds-Pci. Troverebbe parecchie croste da rimuovere, e gravi problemi da affrontare, in primo luogo nelle partecipate Amiu e Amt. E molti “antifascisti”, ben oltre quelli dei centri sociali, pronti a creare problemi di ordine pubblico. Se vincerà, e vorrà davvero cambiare la città, Bucci avrà bisogno che la Lega Nord, presumibilmente maggior partito della sua  coalizione, sappia procedere con cautela nell’accettare le sfide, e fermezza nel farvi fronte.

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